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Il riformismo che si consuma e quello che ha lasciato un segno

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tuesday

Il riformismo “a scadenza” è diventato una costante della politica italiana contemporanea. Un fenomeno che si ripresenta con regolarità, soprattutto nei mesi che precedono una competizione elettorale, quando si intensificano i riposizionamenti individuali e si moltiplicano le dichiarazioni di autonomia rispetto ai partiti di appartenenza. È in questo contesto che si colloca la scelta di Marianna Madia, che ha annunciato un nuovo percorso politico in un’area moderata mentre il campo progressista attraversa una fase di contrazione e le candidature appaiono meno prevedibili.

Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. Negli ultimi anni, figure come Carlo Calenda hanno costruito una parte significativa della propria identità politica sulla rottura con il Partito Democratico in nome di un riformismo “serio”, salvo poi attraversare fasi di alleanze e contro-alleanze che testimoniano la fluidità del quadro. Matteo Renzi ha fatto della scissione un metodo politico, dando vita a nuove formazioni e ridefinendo più volte il proprio posizionamento. Più recentemente, anche Elisabetta Gualmini e Carlo Cottarelli hanno intrapreso percorsi analoghi, richiamandosi a un........

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