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Otto miliardi contro 3.000: è tempo di una nuova rivoluzione

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tuesday

Oggi più che mai ci si chiede se sia ancora pensabile l’idea di una nuova Rivoluzione Francese. Non, ovviamente, nella forma storica e sanguinosa che ha segnato la fine dell’ancien régime, ma come rivoluzione culturale, civile ed etica, in grado di ridefinire i rapporti tra potere e cittadinanza, tra profitto e dignità, tra apatia e partecipazione. Il nostro tempo è dominato da una concentrazione estrema di ricchezza e potere nelle mani di una ristretta élite globale – circa 3.000 miliardari su oltre 8 miliardi di esseri umani. Un’oligarchia transnazionale capace non solo di influenzare l’economia e la politica, ma anche di anestetizzare le coscienze, disattivando le emozioni collettive che storicamente hanno generato trasformazione e giustizia sociale. In Italia, come in gran parte dell’Occidente, l’astensione elettorale ha superato stabilmente il 50%, segnando una frattura profonda tra istituzioni e cittadini. L’indifferenza non è frutto di........

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