Grattacielo di Ferrara, appello alla Regione: «Dichiari lo stato di emergenza»
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Ferrara Le torri del Grattacielo si stagliano nella skyline e nei pensieri. Comprensibilmente, ieri, hanno monopolizzato il Consiglio Comunale di Ferrara. Cinque ore di discussioni, argomenti e documenti; interventi e toni più o meno concitati. Alla fine la sostanza non cambia: tra meno di due settimane i residenti della Torre A e C dovranno abbandonare gli appartamenti (considerati inagibili dopo l’ordinanza del sindaco), mentre gli inquilini della B sono già stati allontanati dopo il fuoco che ha lambito il vano elettrico la scorsa settimana.
Question time, risoluzioni, emendamenti, ordini del giorno. Passa con la maggioranza compatta soltanto la proposta Rendine: richiedere alla Regione lo stato di emergenza di protezione civile. Quindi mettere in cassa finanziamenti ad hoc, però non prelevandoli dai fondi comunali. Perché l’emergenza, per il Centro coordinamento soccorsi di stanza in città, è considerata finita. Dopo una settimana.
Logico che le opposizioni abbiano sussultato («questo è un fatto di tenuta sociale collettiva, non privata), mentre la maggioranza ha argomentato la scelta di un percorso opposto. Dunque, pomeriggio denso e appiccicoso. Con molti cittadini sulle sedute aperte al pubblico, fuori un discretamente corposo schieramento di forze dell’ordine. E c’è la presenza “fisica” del sindaco Alan Fabbri (maglione blu, camicia azzurra e jeans) che prende subito la parola: «Giusto per dare........
