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La direttrice di via Gleno: «Carcere, l’emergenza è sociale»

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L’EMERGENZA. La direttrice D’Onofrio dopo l’appello della sindaca al governo: «Accogliamo le difficoltà che la società non riesce a gestire, così penitenziari privati di dignità». Gli avvocati: «Carcere intasato dagli ultimi e dai più deboli».

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«Viviamo in un periodo storico di transizione, forse senza precedenti, in cui gli istituti penitenziari stanno accogliendo tutte le difficoltà e le emergenze che la società non riesce più a prendere in carico e gestire. Non è un’accusa. Ma se il carcere si occupa di emergenza sociale ecco che allora rischia di svuotarsi della sua nobile funzione, stabilita dalla legge, ovvero quella di accompagnare le persone che hanno commesso un reato». È un invito ad «interrogarsi come comunità sull’importanza della prevenzione e sulla promozione dei valori costituzionali», quello lanciato da Antonina D’Onofrio, direttrice della casa circondariale di Bergamo.

Da tempo il tasso di sovraffollamento dei detenuti nel carcere di via Monte Gleno arriva ormai quasi a superare il doppio dei posti regolamentari (594 presenze a fronte di una capienza massima di 319, al 31 dicembre). A ciò si sommano le carenze degli organici del personale, le difficoltà nella gestione quotidiana e il peso sempre più rilevante del disagio psichico e delle dipendenze tra la........

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