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Andrea Moro: “Lucrezio intuì la chiave del linguaggio che la ragione ancora non spiega”

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22.02.2026

Il professore di Linguistica generale alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e alla Normale di Pisa ha riaperto il “De rerum natura” mostrando che offre una chiave attualissima per interpretare l’universo attraverso il linguaggio

Certi classici, come gli amori di Venditti, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Andrea Moro, professore di Linguistica generale alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e alla Normale di Pisa, autore di fondamentali scoperte come quella delle “lingue impossibili”, ha riaperto il “De rerum natura” di Lucrezio mostrando che offre una chiave attualissima per interpretare l’universo attraverso il linguaggio. Ma le sue origini sono un mistero “tuttora fonte di domande”, osserva Moro, che ha intitolato “Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri - L’universo spiegato con l’alfabeto” il suo ultimo libro, edito da La nave di Teseo e in inglese dalla Mit Press.

Cosa aveva intuito Lucrezio?

Che non contano solo gli elementi primordiali, ma il rapporto tra loro. Un numero limitato di atomi compone tutto ciò che ci circonda e una manciata di lettere alfabetiche ci consente di esprimere cose diversissime grazie a un processo di ricombinazione di cui sono capaci soltanto gli esseri umani. “Permutato ordine solo”, scrive Lucrezio: è la struttura, ossia la relazione che s’instaura, a dare un senso ai singoli ingredienti. Basta il cambiamento di una lettera come di un........

© Il Foglio