A Roma successo di Dracula e Mina”, personale dell’artista Natascia De Sanctis, tra esoterismo, inconscio e sogno
A Roma, alla Galleria “Patrizia Anastasi Arte”, vicino Piazza Mazzini, si è tenuta “Dracula e Mina” (i due protagonisti del celebre romanzo di Bram Stoker, che in ultimo si redimono dal vampirismo, attraverso una sofferta redenzione cristiana): sostanzialmente una personale di una giovane artista, Natascia De Sanctis, che da anni porta avanti una sua ricerca sui terreni di esoterismo, inconscio e dimensione onirica (i terreni, com’è noto, a lungo esplorati, anche nei loro rapporti con l‘arte, da un grande come Jung, in parziale polemica col suo stesso maestro Freud). La tecnica di questa artista si distingue per l’uso dei pastelli sfumati e per un approccio creativo molto originale: Natascia, infatti, realizza opere sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi. Questo metodo, sviluppato nel 2018, rappresenta una vera e propria innovazione nel panorama artistico contemporaneo: disegnare ad occhi chiusi, infatti (alla pari, osserviamo, di altre operazioni effettuabili in questo modo, come il mangiare bendati, che porta a concentrarsi sul gusto dei cibi, escludendo la vista) diventa un atto di connessione profonda con sé stessi, che può portare alla luce immagini interiori e simboli nascosti. Le opere risultanti sono, diremmo, vere e proprie “porte” verso l’inconscio (e, per dirla riprendendo una celebre definizione dell’arte coniata da Papa Benedetto XVI, porte aperte sull’infinito), capaci di suscitare emozioni personali molto intense. La personale della De Sanctis al tempo stesso è ispirata al celebre film “Dracula di Bram Stoker” del 1992 , diretto e prodotto da Francis Ford Coppola. Tratto dal romanzo “Dracula” (1897) dello scrittore irlandese Bram Stoker e sceneggiato da James V. Hart, era interpretato da Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves, e vinse 3 premi Oscar su quattro candidature, nell’edizione del 1993. Perche’ il riferimento a questo film? .Perchè le opere di Natascia De Sanctis – spiega l’artista stessa – dialogano con l’immaginario gotico del cinema, reinterpretandolo in chiave contemporanea. L’osservatore, fruitore dell’opera ‘arte, è invitato a lasciarsi coinvolgere e ad esplorare il proprio inconscio e a vivere l’arte come un viaggio interiore.
Sempre nel 2018, questa artista ha dato vita a un ambizioso progetto artistico-tecnologico, basato sull’uso dell’ologramma. Progetto ancora in fase di sviluppo, che – riprendendo, diremmo, anche alcuni importanti obbiettivi di Futurismo ed Espressionismo tedesco – punta a ridefinire il rapporto tra spettatore (non piu’, come nell’antichità, fruitore passivo) e opera d’arte, introducendo elementi immersivi e interattivi. L’obiettivo è quello di creare esperienze visive che superino i confini tradizionali della pittura, trasformando l’arte in un viaggio multisensoriale. La serata di presentazione della mostra è stata accompagnata dalla voce del soprano giapponese Erika Nakanishi, artista di talento con formazione internazionale, diplomata al Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
