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Lidi Rivoluzione in vista nel mondo del salvataggio con una stagione che si preannuncia ricca di novità, ma anche di incognite, dopo l’innalzamento dell’età minima, da 16 a 18 anni, per il conseguimento del brevetto di assistente ai bagnanti. La nuova normativa, in vigore dal 31 marzo prossimo, rinnova l’intero settore del salvamento, prevedendo, fra le altre cose, anche un tetto all’età per il conseguimento del brevetto, fissato a 50 anni (anziché 55 anni).

La rivoluzione

Ma la novità più consistente riguarda la maggiore età come soglia minima consentita, per iniziare i corsi di formazione, in funzione del rilascio del conseguimento del brevetto. «Come Federazione italiana nuoto - spiega Cesare Scarpa, esperto coordinatore del Cus Salvataggio, società storica dei Lidi guidata da Alex Bellotti -, abbiamo cominciato due sabati fa i corsi nella piscina di Comacchio e abbiamo 16 iscritti ancora minorenni, praticamente quasi tutti. Per loro il percorso di addestramento, che terminerà a maggio, potrà essere completato, perché le nuove norme entrano in vigore dopo l’avvio dell’addestramento, ma in futuro non sarà più possibile. Del resto abbiamo cominciato tutti così, a 16-17 anni, e si lavora tre mesi e mezzo con uno stipendio, che oscilla da 1.300 a 1.400 euro al mese e per quell’età è sicuramente buono». Per contenere i casi di sindrome da sommersione che, nelle passate stagioni, si sono ripetuti durante la pausa pranzo dei bagnini, dalla prossima estate anche nella fascia oraria 12.30-15.30 sarà garantito un presidio a mare con lo scaglionamento della pausa stessa a postazioni alterne. «Chi resta in servizio - prosegue Scarpa -, anziché sorvegliare un tratto di 150-180 metri, dovrà monitorare uno spazio raddoppiato, sino a 300 metri». Anche per Francesco Corradi, coordinatore della società Alto Adriatiko, che in estate presidia, in prevalenza, i Lidi sud, «l’80% dei ragazzi che si iscrivono ai corsi di salvataggio, per ottenere il brevetto, ha un’età compresa fra 16 e 17 anni. Si tratta in genere di studenti che per arrotondare, pagarsi successivamente gli studi, cercano un lavoro stagionale. Ci sono associazioni che rischieranno di scomparire, perché da aprile non potranno più iscriversi ai corsi i minorenni». Il mondo balneare è già in allerta, come testimonia Luana Guietti, dirigente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei Lidi Estensi e Spina, perché «in un momento storico dove è sempre più difficile reperire personale qualificato per la nostra categoria, questo rappresenta un problema ulteriore». La nuova normativa comporterà ricadute anche sui costi gestionali degli stabilimenti balneari, correlati alle assunzioni, tema sollevato durante un recente incontro al quale hanno partecipato anche i funzionari della regione Emilia Romagna e della Capitaneria di Porto di Ravenna. «Da quest’anno ci hanno imposto il servizio di salvataggio con orario continuato e disattivazione al 50% delle postazioni durante l’orario di pranzo - osserva Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti e presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido Volano -. Questo comporta la necessità di assumere qualche decina di bagnini in più rispetto al passato. In questi anni abbiamo poi assistito ad un calo di ragazzi disponibili a svolgere questa attività con molta responsabilità. Se poi non potranno lavorare i minorenni si rischia di non garantire il servizio con eventuale rischio di chiusure». «Il servizio di salvataggio è obbligatorio e il 30-40% dei nostri bagnini in passato era costituito da minori - prosegue Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari -, e ora ci saranno numeri importanti da compensare».

QOSHE - Lidi, bagnini solo maggiorenni: stop ai minorenni sulle torrette - Katia Romagnoli
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Lidi, bagnini solo maggiorenni: stop ai minorenni sulle torrette

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06.02.2024

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Lidi Rivoluzione in vista nel mondo del salvataggio con una stagione che si preannuncia ricca di novità, ma anche di incognite, dopo l’innalzamento dell’età minima, da 16 a 18 anni, per il conseguimento del brevetto di assistente ai bagnanti. La nuova normativa, in vigore dal 31 marzo prossimo, rinnova l’intero settore del salvamento, prevedendo, fra le altre cose, anche un tetto all’età per il conseguimento del brevetto, fissato a 50 anni (anziché 55 anni).

La rivoluzione

Ma la novità più consistente riguarda la maggiore età come soglia minima consentita, per iniziare i corsi di formazione, in funzione del rilascio del conseguimento del brevetto. «Come Federazione italiana nuoto - spiega Cesare Scarpa, esperto coordinatore del Cus Salvataggio, società storica dei Lidi guidata da Alex Bellotti -, abbiamo cominciato due sabati fa i corsi nella piscina di Comacchio e........

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