Nell’anno della gentilezza; buon 2026 da Vienna
Così ha voluto salutare il suo pubblico il direttore franco-canadese Yannick Nézet - Séguin, cinquant'anni anche se non li dimostra, prima di eseguire il celeberrimo "Sul bel Danubio blu", di Johann Strauss, al termine del concerto di capodanno dei Wiener Philharmoniker. Il valzer di Strauss che è la vera tradizione di inizio anno a Vienna, trasmessa in più di 150 paesi, per un totale di 50 milioni di spettatori in streaming, meno consumistica e artificiosa di molte altre, in queste feste comandate: "La pace ha a che fare con la gentilezza, solo così possiamo condividere con gli altri e ottenere la pace, insieme alla musica, che unisce i popoli".
Il bambino che voleva dirigere un'orchestra è diventato un professionista affermato, e conduce con gesto sicuro il famoso concerto. Nel quale il cambio generazionale si avverte ed è sottolineato dalla vivacità e dai ritmi incalzanti, che hanno messo a dura prova gli orchestrali, ma anche divertito loro ed il pubblico. Che applaude laddove sarebbe solitamente vietato: e anche i musicisti adesso cantano, a dispetto delle usanze. Nella scelta del repertorio, anche la presenza femminile è importante. E certo, deve essere stata veramente straordinaria la vita di Franz von Suppé, pseudonimo di Francesco Ezechiele Ermenegildo de Suppé, nato a Spalato nel 1819, italo- belga - viennese, autore de "La........





















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