Municipalità: la terraferma passa dal fucsia al giallo, il centrosinistra tiene il centro storico
In terraferma il centrodestra piglia tutto. Da Mestre a Marghera passando per Favaro e Chirignago, gli organi decentrati sono appannaggio della coalizione di Venturini. Senza se e senza ma.
La riconferma dei fucsia
Numeri schiaccianti per Teodoro Marolo, al suo secondo mandato, il presidente uscente fucsia della Municipalità di Marghera è al settimo cielo, e non lo nasconde: «Vincere con questi numeri è una grande emozione» dice carico «Marghera ha una storia tutta di sinistra, basta pensare al Petrolchimico, ma non voglio soffermarmi su questo oggi. I cittadini mi hanno dato nuovamente fiducia in questa tornata elettorale, e per me è una grande gioia, questo è fondamentale».
Prosegue: «Significa che hanno premiato il programma, il lavoro fatto, la crescita di Marghera e sono loro che mi hanno instillato la voglia di continuare. È da loro che ho tirato fuori il mio entusiasmo: la gente ha capito che ho lavorato in modo diverso dal passato, che ho sempre dato loro risposte».
«La gente teme il velo»
Poi entra nel merito: «Ho vinto nonostante la campagna dei bengalesi, che ho segnalato. E se non fosse stato per loro, avrei preso ancora più voti». Poi un inciso: «Non so come farà il Pd adesso, visto che i candidati con più voti sono proprio i due bengalesi in lista. La gente ha paura del velo, dell’islamizzazione, me lo ha detto chiaramente durante la campagna elettorale».
Stessa lunghezza d’onda di Francesco Tagliapietra, anche lui bissa il mandato, con una vittoria schiacciante: «Sono contento, sono stati cinque anni di grande lavoro e molti investimenti. Ci siamo messi a servizio della gente, le accuse di mancanza di ascolto e della municipalità chiusa ai cittadini........
