menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

O superuomo o mediocrizzazione: Nietzsche

21 0
23.09.2026

Bisogna avere accuratissima attenzione nell’analizzare il pensiero di Friedrich Nietzsche. Formulazioni come superuomo, come volontà di potenza, possono suscitare più che equivoci effetti disastrosi. Ancora di più la formulazione al di là del bene e del male. A quale fine Nietzsche proponeva tale professione di fede mondana, di fedeltà alla terra? Non è che la faccenda sia tanto semplice da chiarire. Né Nietzsche è chiaro a sé stesso. Giacché la volontà di potenza come tale è esistita sempre. Ma potenza a quale scopo? È un limite atroce nel pensiero di Nietzsche. È la volontà di potenza nella cultura, nell’arte? Non lo sappiamo! E questo è un limite pericoloso nel pensiero di Nietzsche, ripeto. Sembrerebbe che Nietzsche sia a favore della grande civiltà culturale. Ma non è evidente. Ed è un’ambiguità che consente a un tiranno spietato, ma capace di grandi imprese, di esercitarsi nell’arte della violenza. Non bisogna trascurare l’equivocità del pensiero di Nietzsche. Soprattutto perché egli lo collega al superuomo e all’oltrepassamento del bene e del male; insomma, un superuomo al di là del bene e del male e noi non conosciamo a quale fine, se non all’attuazione della volontà di potenza.

Alcuni seguaci originali di Nietzsche capirono l’ambiguità del pensiero nietzschiano e diressero il superomismo e la volontà di potenza all’aristocrazia dello spirito. Che non è direttamente una concezione nietzschiana. Ma il paradosso della concezione nietzschiana è che è antica e vecchia quanto l’uomo. Cosa ha fatto........

© L'Opinione delle Libertà