Dal Perù alla Brianza per uccidere la ex: l’ora della verità per Alexander Vilcherres Quilla, rischia l’ergastolo
Geraldine Sanchez Nuñez Yadana e i carabinieri sul luogo dell'omicidio
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Omicidio volontario aggravato e stalking
Ora è arrivata la resa dei conti con la giustizia per Alexander Vilcherres Quilla, peruviano di 33 anni, che venerdì prossimo, 13 marzo, sarà chiamato al processo davanti alla Corte di Assise di Monza e rischia la condanna all'ergastolo. L'uomo si trova in carcere accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva avuta con la vittima e anche di stalking, reati che riuniti insieme potrebbero contribuire ad innalzare fino al massimo la pena destinata al 33enne.
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Ricorso respinto, giudizio immediato
La difesa del peruviano aveva presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Milano per vedere annullato il reato di atti persecutori nei confronti della donna, sostenendo che Geraldine non si sentisse vessata dai comportamenti dell'ex. Tanto che in alcune occasioni gli avrebbe permesso di entrare in casa per lavarsi o gli avrebbe fatto avere una coperta nell'edificio diroccato di via Visconti di Modrone a Macherio dove l'uomo si era sistemato. Ma i giudici della libertà hanno invece confermato l'accusa di stalking a carico del 33enne, per cui la Procura di Monza ha chiesto il giudizio immediato. Per l'imputato nessuna udienza preliminare nè possibilità di chiedere riti alternativi per ottenere lo 'sconto' di un terzo della pena: la gravità delle accuse contestate lo mandano direttamente davanti alla Corte di Assise.
Geraldine con i due figli
Il femminicidio
“Non volevo ucciderla, la amavo”, ha detto Alexander Vilcherres Quilla quando ha confessato il delitto durante l'interrogatorio per l’udienza di convalida del fermo, eseguito dai carabinieri che lo avevano sorpreso mentre tentava di fuggire. Erano stati i due figli a lanciare l’allarme quando non avevano visto rincasare la madre la sera dal suo lavoro come badante, con cui manteneva sè e i suoi ragazzi. Geraldine aveva deciso di fuggire insieme ai figli dall’ex compagno violento che la maltrattava e la picchiava regolarmente, trovando rifugio con l’aiuto della mamma e dello zio, che già viveva in Brianza da cinque anni.
Dal Perù alla Brianza per uccidere
Ma l'ex aveva raggiunto la donna dal Perù a Macherio, dove viveva nel casolare abbandonato vivendo di espedienti e furtarelli e voleva convincerla a tornare insieme a lui. A scoprire il femminicidio, nella tarda serata del 16 luglio, era stato il più grande dei ragazzi.
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