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L'eclissi tra gli orsi e il silenzio dei mustang

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18.08.2026

Picos de Europa, la Spagna più alpina, quella di orsi e aquile. Il sole è basso, prossimo al tramonto. Con l'astro a pochi gradi dall'orizzonte, la catena montuosa davanti a me ha smesso di essere paesaggio ed è diventata il bordo di qualcosa. C’era un prato, un pianoro con figure umane che si stagliavano nell’aria, poi il vuoto della valle, infine il crinale roccioso. Terra. Il pianeta, più che la materia. Vicini, Francesco e Matteo, ventitré e vent'anni, alla prima eclissi totale. Appena il sole è diventato nero, dal prato tra i Picos si è levato un oooh di stupore. Qualcuno ha applaudito. Il sole oscurato, però, era e resta un ossimoro per il cervello. Forse per questo, nello scorrere dei minuti della totalità, è prevalso il silenzio. A me ha trasmesso l’effetto di essere in una bolla. Ho risentito le voci altrui solo quando tutto era finito. È questo silenzio, quel che più mi fa riflettere. Perché c’è stato un attimo, quando il sole è diventato un disco cupo, lasciando tutti con il naso all'insù, in cui le parole sono diventate superflue. Mi era già successo nelle praterie del Wyoming. Era il 2017. Eravamo una troupe ridotta, al lavoro su un documentario dedicato ai paleontologi, i cercatori di dinosauri contemporanei. Il set erano gli altopiani abitati ancora dai........

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