Pastori con lode: l’Onu chiama, l’Abruzzo risponde
Pastori laureati. Con gregge al seguito. Gestione del pascolo, conservazione della biodiversità, mitigazione delle predazioni, produzione del formaggio, turismo e marketing territoriale sono le principali competenze dei pastori di nuova generazione, ma non creati con l’IA, professionisti in carne e ossa con una seria e approfondita preparazione confermata dal superamento di esami e attestato finale. Nasce in Italia la prima Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva che mira a formare i pastori del futuro e restituire speranza alle Terre Alte di tutto il paese. Sono questi gli obiettivi dei percorsi di studio già partiti nel cuore dell’Abruzzo, a Calascio, in provincia dell’Aquila. Dopo le prime 2 sessioni nell’autunno scorso, la scuola riprende fra pochi giorni le attività per il 2026 con altre 6 masterclass, a cura di Slow Food Italia e D.R.E.Am Italia con la consapevolezza che la pastorizia che rispetta l’etologia e il territorio a cui è fortemente legata è sempre più riconosciuta come modello di sviluppo sostenibile, capace di affrontare la crisi climatica, contrastare l’abbandono delle terre alte e generare nuove economie. Un settore strategico, dunque, cui, non a caso, l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite ha dedicato l’anno internazionale per il 2026.
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