Il riscatto di Andrea Solario, un fulgido astro che sa incantare
Il museo Poldi Pezzoli di Milano merita un elogio anche per le mostre che propone. Adesso tocca a una rassegna monografica che si concentra su un pittore del Cinquecento il cui nome non scorre sulle labbra di tutti: Andrea Solario.
Nacque forse a Milano intorno al1470 e vi morì nel 1524, probabilmente di peste. L’avere lavorato a cavallo tra il XV e il XVI s’innesta in una curiosa “sorte cronologica” che egli condivide con i sommi protagonisti del Rinascimento. Ciò non significa che appartenga al novero dei massimi calibri, tipo Leonardo, Raffaello, Correggio – la cui fama è ancora viva, nonostante il franare dell’interesse nei confronti dell’arte antica e l’avanzare inesorabile dell’ignoranza bovina –, ma, pur non facendo parte del manipolo dei sommi, lo si può ritenere a ragione un “astro”, termine che compare nel titolo del saggio di Lavinia Galli in catalogo: un piccolo fulgido astro capace di incantare il pubblico.
Andrea Solario, Ritratto di uomo, 1495 circa, tavola, Londra, The National Gallery (© The National Gallery, London)
Io stesso, benché non sia armato di specifiche cognizioni dell’opera del Solario, visitando questa mostra, che è la prima sino a oggi dedicatagli, ho provato qualcosa di simile a un incanto, per varie ragioni. Primo, lo splendore dei colori di smalto; secondo, la misura contenuta dei quadri, pressoché tutti di destinazione privata, dimensione nella........
