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La scuola delle élite non è una scuola d’élite

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26.09.2026

«Non hai bisogno del college per imparare le cose. Tutto è disponibile gratuitamente. Puoi imparare qualsiasi cosa gratis. Non è una questione di apprendimento. Penso che l’università sia per divertirsi e per dimostrare che sai fare i tuoi compiti. Ma non per imparare».

È una frase di Elon Musk, che contiene qualcosa di interessante e di inquietante. Riguarda le nuove élite, ormai tecnologiche, e il valore della conoscenza e di tutto ciò che è intangibile.

Ragionare sulla scuola è sempre importante. Significa chiedersi di cosa abbiano bisogno i giovani, e non solo loro, in un dato periodo storico, per comprenderlo, affrontarlo, superarlo.

È un dibattito che si è riaperto anche oggi. Non mancano i libri e le persone con cui affrontarlo, e magari trovare una soluzione. In Dark Academia: How Universities Die, per esempio, Peter Fleming ha raccontato dall’interno i mali dell’università: la burocrazia soverchiante, l’ossessione per i risultati, l’omologazione dei programmi, e perfino la sottomissione alle logiche di mercato. Gli argomenti sono infiniti, ma le élite tecnologiche, in perfetto stile funzionalista, hanno semplificato il discorso. Come lo hanno fatto molte aziende.

Servono mille ingegneri? Formiamo mille ingegneri. Ci vogliono mille programmatori? Sotto con i programmatori. È in questo senso che per molte élite rispondere alle domande sulla scuola significa rispondere alla domanda di lavoro, ed è così che sono nate le scuole delle grandi aziende, quelle delle associazioni di categoria per soddisfare la domanda di professionalità delle imprese più piccole, e le academy aziendali. E dobbiamo ammettere che molte di queste hanno anche imparato a dosare la teoria e la pratica in un modo che appare vicino alle esigenze del lavoro.

Ma che cosa c’è dietro questa nuova idea di scuola?

Con le nuove élite tecnologiche si è fatto un passo ulteriore, e da almeno trent’anni sono aumentati gli investimenti e le dimensioni dei progetti educativi pensati in funzione del lavoro e dell’azienda.

Poco tempo fa Bernardo Bertoldi, esperto di capitalismo familiare, ha scritto che «il miglior modo per fare un buon passaggio generazionale è fondare un’università». Ecco cosa racconta:

(Steve) Jobs assunse personalmente (nel 2008) Joel Podolny per interiorizzare in Apple il........

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