La bellezza di Napoli e le mancanze della politica
«Ecco, la musica è finita. Gli amici se ne vanno. Che inutile serata, amore mio…». Pensando alla gara inaugurale degli Europei di volley maschile disputata nell’arena allestita in piazza del Plebiscito, mi è venuta in mente questa vecchia canzone.
Non per l’evento in sé, che, andato in scena in una delle location più belle al mondo, ha rappresentato indubbiamente un momento importante per lo sport italiano. Ma per quello che è successo quando si sono spente le luci e Napoli si è ritrovata, ancora una volta, a fare i conti con la realtà.
Perché dietro la scelta affascinante e spettacolare del Plebiscito c’è anche una verità molto meno suggestiva: Napoli non dispone di un grande impianto indoor adeguato per ospitare eventi di questa portata. Insomma, più che una scelta, quasi una necessità.
E la situazione diventa persino grottesca se si considera che Napoli nel 2026 è Capitale Europea dello Sport. È bastata infatti un po’ di pioggia per trasformare la serata in una corsa contro il meteo: partenza ritardata, partita sospesa e occhi rivolti continuamente al cielo.
E sapete quale sarebbe stato il piano........
