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La nuova legge elettorale: arrivano le quote azzurre

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13.09.2026

Quindi, riassumendo, la legge elettorale per le prossime politiche, a meno di colpi di scena improbabili, prevede il paese mappato in 26 circoscrizioni e 48 collegi plurinominali per la Camera, la metà circa per il Senato, nei quali si confronteranno, in un sistema proporzionale, liste corte di candidati, con capolista bloccato, all’interno delle quali l’elettore potrà esprime fino a tre preferenze. Apparentemente, come detto da più d’uno, un passaggio epocale perché dopo 35 anni tornano le preferenze. In realtà, per me, una riforma deludente. Meglio del peggio rappresentato da quella ancora attualmente vigente, ma nulla rispetto agli annunci e al potenziale politico della Premier.

Lascio, per ora, da parte ogni considerazione sull’aumento delle sottoscrizioni richieste per presentare una lista in ciascuna circoscrizione e sull’eliminazione della soglia per il computo dei voti di coalizione, accennando solo ai più immediati difetti e alle loro contraddizioni. Rendere la via più impervia per presentare liste nuove pone un limite al pluralismo, mentre la possibilità di avere un peso per raggiungere la soglia del 42% rimette sul tavolo delle trattative, sebbene in condizione servile, i piccoli partiti già esistenti. Vorrei dire, invece, più diffusamente dell’emendamento votato in Senato, che introduce le preferenze ma lascia i capilista bloccati.

È un inganno insopportabile ed è, ritengo, in........

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