Toni Servillo: “Mia madre lavorava e cantava, cucinava e cantava. Si staccava dalla realtà: un atto teatrale. I Promessi sposi mi hanno cambiato la vita”
Toni Servillo, 67 anni: il grande attore è stato ospite del festival della poetessa Alba Donati nel borgo di Lucignana
Roma, 22 giugno 2026 – Un borgo medievale di 180 abitanti. Una libreria di legno affacciata sulle colline, diventata una meta per lettori da tutta Italia. E Toni Servillo, uno dei più grandi attori europei del nostro tempo.
Lì, a Lucignana, sabato, Toni Servillo ha ricevuto il premio “Scrivere sull’orizzonte della collina“ dalle mani della poetessa Alba Donati. È stata lei a creare questa libreria, nei luoghi in cui è nata, nell’entroterra lucchese. L’atmosfera è intima: poche decine di persone, montagne, boschi, silenzio. E proprio qui Servillo racconta l’origine più profonda del suo teatro.
Toni Servillo: qual è stato il suo primo incontro col teatro?
“Ricordo mia madre. Lavorava, cucinava, rassettava. E cantava sempre. Non ho mai capito se cantasse per darsi forza, per non sentire il peso della fatica, per gioia, per speranza o per malinconia. So però che quella è stata la prima performance di cui ho avuto coscienza. E la più importante”.
In quella casa, racconta, non c’erano libri. C’erano il silenzio, la noia e quel canto che arrivava da un’altra........
