Stangata sulle liste civetta: da 1.500 a 6mila firme per collegio. L’opposizione: norma liberticida
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, con il capogruppo di FdI, Lucio Malan (Imagoeconomica)
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Roma, 12 settembre 2026 – Il piatto forte dello Stabilicum è servito ma i veleni, come sempre, si nascondono nei dettagli. Quando si scrivono le regole del voto, non sono i grandi principi a fare la differenza, ma i codicilli e le soglie di sbarramento: la vera selezione all’ingresso tra chi può correre ad armi pari e chi è destinato a restare a piedi. Il primo vero imbuto è quello delle firme. L’asticella si è alzata bruscamente perché ieri il Senato ha approvato un emendamento che porta il requisito per le forze non presenti in Parlamento da 1.500 a 6.000 firme per collegio. Solo per Montecitorio per presentarsi in tutti e 49 i collegi (la norma chiede di correre almeno in metà) servono quasi 300mila firme.
Un salasso che, ironia della sorte, è frutto di un compromesso al ribasso, mediato dal presidente Ignazio La Russa con tutti i capigruppo considerando........
