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Il poliziotto che ha ucciso lo spacciatore: “Mi ha puntato contro un’arma, ho avuto molta paura. L’ho riconosciuto: era Zack”

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28.01.2026

Milano – “Da lontano, vicino all’ingresso, vedo due figure che inizialmente si avvicinano verso di noi, poi uno l’ho perso di vista, mentre l’altro... L’ho rivisto avvicinarsi e fermarsi”.  Sono le 17.30 di lunedì, la scena si svolge in un sentiero incastonato tra i binari della ferrovia e le rampe della Tangenziale Est. Via Impastato, quartiere Rogoredo, Milano. A descrivere la scena al pm Giovanni Tarzia, nel corso dell’interrogatorio in Questura, è l’assistente capo di 41 anni che poi sparerà a quella “sagoma“ da una distanza di 31 metri, uccidendo con un colpo alla testa il ventottenne marocchino Abderrahim Mansouri, ritenuto un esponente di spicco della famiglia che governa lo spaccio nell’area dell’ex “boschetto della droga“.

Con lui, ora indagato per omicidio volontario, ci sono altri cinque colleghi del commissariato Mecenate, due in divisa e........

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