Cinturrino resta in carcere: “Potrebbe commettere altri reati o inquinare le prove”. Sotto la lente della Procura finiscono ora i “silenzi” del commissariato Mecenate
Milano, 26 febbraio 2026 – Carmelo Cinturrino resta in carcere. Per Il gip Domenico Santoro, l’assistente capo che ha sparato al ventottenne marocchino Abderrahim Mansouri, piazzando poi una pistola finta accanto al cadavere per giustificare la reazione da legittima difesa, aveva la “volontà” di uccidere. E se lasciato in libertà – ha aggiunto il giudice nel provvedimento con cui ha disposto la custodia cautelare a San Vittore pur non convalidando il fermo per mancanza del pericolo di fuga – potrebbe “commettere ulteriori gravi reati della stessa specie, con l’uso di armi o di altri mezzi di violenza personale” o tentare di inquinare le prove minacciando i colleghi che inizialmente avevano sostenuto la sua versione e i testimoni che l’hanno smontata. Detto questo, l’indagine di Procura e Mobile, che ha cristallizzato la dinamica del delitto del 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo, è tutt’altro che finita.
La verità di Valeria, la compagna di Cinturrino: “Carmelo è un bravo poliziotto, dov’erano prima........
