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Dopo il caos al concerto di Bad Bunny, l’allarme grandine: in Italia il rischio di chicchi giganti è aumentato dell’80%

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24.07.2026

L’evacuazione di 80mila spettatori dall’Ippodromo La Maura riapre il nodo della sicurezza dei grandi eventi all’aperto. Secondo Radarmeteo e Hypermeteo, giugno e luglio sono i mesi più pericolosi e il Nord Italia è tra le aree europee maggiormente esposte

Ottantamila persone costrette a lasciare un concerto mentre dal cielo cadono chicchi di grandine grandi diversi centimetri. Il terreno reso scivoloso dalla pioggia, le strade parzialmente allagate, gli spettatori alla ricerca di un riparo e alcuni feriti colpiti alla testa.

Quanto accaduto sabato 18 luglio durante il secondo concerto milanese di Bad Bunny, all’Ippodromo Snai La Maura, non è soltanto un episodio destinato a entrare nella cronaca dell’estate. È anche un avvertimento su come stiano cambiando i temporali in Italia e sulla necessità di ripensare la gestione degli eventi che raccolgono decine di migliaia di persone in spazi aperti.

Il concerto è stato prima interrotto e poi definitivamente annullato. Dopo un iniziale invito al pubblico a rimanere sul posto, il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha imposto l’evacuazione dell’area. Diversi spettatori sono stati soccorsi dal personale del 118 e Live Nation ha successivamente annunciato il rimborso integrale dei biglietti.

La cella nata in meno di un’ora sopra la Lombardia

Secondo la ricostruzione elaborata da Radarmeteo e Hypermeteo, sulla Lombardia era presente una massa di aria calda e umida, alimentata dall’espansione dell’anticiclone africano. Contemporaneamente, una perturbazione sull’Europa centrale stava spingendo verso il Nord Italia aria più fresca e instabile.

Il contrasto tra le due masse d’aria, insieme ai venti più intensi presenti in quota, ha creato le condizioni favorevoli alla formazione di temporali localmente violenti.

La cella che avrebbe poi raggiunto Milano si è formata intorno alle 20 poco a ovest di Busto Arsizio. Si è intensificata rapidamente e, spinta verso sud-est dai venti in quota, ha investito la zona dell’ippodromo tra le 20.50 e le 21.40. Sono stati stimati chicchi di grandine fino a quattro centimetri di diametro e raffiche comprese tra 50 e 60 chilometri orari.

Il problema non è soltanto l’intensità del fenomeno, ma la sua rapidità. In meno di un’ora un temporale localizzato può trasformarsi in una minaccia per un’area nella quale si trovano........

© Panorama