«La pillola» e il tumore al cervello: quali sono davvero i rischi per le donne che la usano
AIFA richiama l’attenzione sul possibile legame tra alcuni contraccettivi ormonali e il meningioma. Il rischio non riguarda solo indistintamente la pillola: sotto osservazione ci sono soprattutto alcuni progestinici. Ecco quali farmaci sono coinvolti, cosa dicono gli studi e quali indicazioni arrivano dalle autorità europee.
La parola che fa più paura, in questo caso, è “tumore”. Se poi viene accostata a “cervello” e a un farmaco che milioni di donne utilizzano per anni, il rischio è che una comunicazione di farmacovigilanza venga trasformata rapidamente in un allarme sulla pillola anticoncezionale. Ma la storia, come spesso accade quando si parla di farmaci e salute, è più complessa. E soprattutto molto più precisa. Nello scorso mesi di luglio il Comitato per la valutazione dei rischi in farmacovigilanza dell’Agenzia europea per i medicinali (PRAC)ha raccomandato nuove misure per alcuni contraccettivi contenenti desogestrel ed etonogestrel, dopo avere rivalutato le evidenze disponibili sul possibile aumento del rischio di meningioma. Anche AIFA ha riportato l’aggiornamento nel proprio sito. Il rischio associato all’uso prolungato, superiore a un anno, viene definito molto raro. La stima comunicata dall’EMA è di un caso aggiuntivo di meningioma ogni 67.300 donne che utilizzano questi medicinali. Non significa dunque che la pillola “provochi il cancro al cervello”, né che tutte le donne che assumono un contraccettivo ormonale siano esposte allo stesso rischio. E c’è un’altra distinzione fondamentale: il meningioma non è, nella grande maggioranza dei casi, un tumore maligno. Nasce dalle meningi, le membrane che rivestono cervello e midollo spinale, e tende generalmente a crescere lentamente. Può però diventare clinicamente importante per la sua posizione, comprimendo strutture nervose e provocando disturbi neurologici, e in........
