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Le tracce che ci avete lasciato: le storie dei lettori sul terremoto del Friuli

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12.09.2026

Cominciano così, o quasi, moltissimi dei messaggi arrivati nei giorni successivi alla pubblicazione di Tracce – Le voci che restano del terremoto in Friuli.

Io avevo sei anni. Io ne avevo diciassette. Io stavo facendo i compiti di geometria. Io cucivo un vestito alla mia bambola. Io ascoltavo E tu di Baglioni, distesa sul letto. Io avevo un bambino di sei mesi con trentanove di febbre. Io ero a Udine. Io ero a Treviso. Io ero a Padova, a Trieste, a Milano, a Torino, a Bologna. Cambiano le età, cambiano i luoghi, cambiano le vite. Ma quasi mai cambia il verbo: ricordo.

Quando a maggio abbiamo pubblicato Tracce, pensavamo di aver raccolto delle memorie. Quattro puntate per tornare al terremoto del 1976 attraverso le voci di chi lo aveva vissuto e provare a capire che cosa fosse rimasto quasi cinquant’anni dopo, quando le macerie erano scomparse da tempo ma certi ricordi no. Non avevamo immaginato che quelle voci ne avrebbero chiamate così tante altre.

Nei giorni successivi sono arrivati migliaia di commenti sui social e messaggi privati. A volte poche righe, altre volte racconti lunghissimi. Tutti, in qualche modo, sembravano voler aggiungere qualcosa. Non alla Storia del terremoto, quella delle date,........

© Messaggero Veneto