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Sull'energia l'Italia indica la via all'Ue

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04.06.2026

Nel giorno in cui S&P certifica, attraverso i suoi indici predittivi Pmi, che l’Italia ancora una volta su manifattura e servizi fa meglio non solo della media Ue, di ma Francia, Germania e Spagna (un robusto 52,4 contro 44,9, 48,8 e 51,1), arriva anche l’ufficializzazione della vittoria di Giorgia Meloni sulla flessibilità europea per le spese dedicate alla crisi energetica.

«L’Italia indica la strada», dice il premier, riferendosi anche alle novità sulle politiche per i migranti. Ed è difficile darle torto. Così come all’inizio le proposte del governo sulla difesa dei confini sembravano fantascienza, e sono poi diventate patrimonio comune dell’Unione europea, anche l’idea di ricalibrare le deroghe previste per la difesa alla luce del nuovo scenario creato dalla crisi in Medio Oriente ha trovato ascolto e accoglienza. L'Europa ha infatti concesso la possibilità di scostarsi dai vincoli del Patto di stabilità e crescita dello 0,3% annuale del Pil nel periodo 2026-2028, fino a un massimo dello dello 0,6% complessivo. Con il vincolo che le misure siano utili a migliorare la “resilienza energetica”.

Per l'Italia, che ha posto con forza il tema in sede europea, si tratta di........

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