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Così la sconfitta degli Usa ha fatto godere il mondo

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08.07.2026

Qui non si parlerà di politica, geopolitica, della Nato, dello stretto di Hormuz, non si parlerà nemmeno della trumpiana arte del Deal. Qui è in ballo “la cosa più importante delle cose non importanti” (Arrigo Sacchi, siamo ai capisaldi della materia), una landa dello spirito umano che fluttua tra l’ossimorico e l’ineluttabile, un territorio che evidentemente Donald Trump non frequenta. Parliamo del calcio, ovviamente. Non del pallone, che è ovunque ci siano animali bipedi implumi (uomini, insomma) che si contendono una palla in calzoncini provando a spedirla a calci nello spazio delimitato da due pali e una traversa. Il pallone è la precondizione del calcio, che è piuttosto trasfigurazione continua, la poesia di un controllo illogico di Messi e la prosa del Paraguay che quasi trascina la Francia ai supplementari a gomitate e campanili calciati oltre lo stadio, lo spirito dei popoli che si rispecchia nel modulo con cui si copre il campo, un gioco d’azzardo continuo, dove un improvviso lancio a tagliare la difesa può squadernare universi impensati. L’azzardo non è l’arte del negoziato, politico o commerciale, l’azzardo è l’arte di non prendere in contropiede il........

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