L’IA ci restituirà il tempo per vivere? Enkk: «Potremo dedicarci a ciò che è umano» – L’INTERVISTA
L’intelligenza artificiale può aiutarci ad acquisire conoscenza, ma anche diventare una scorciatoia per pensare di meno. Enrico Mensa, in arte Enkk, ricercatore in intelligenza artificiale all’Università di Torino e noto divulgatore su YouTube, racconta opportunità e rischi di questa tecnologia: dalle disuguaglianze cognitive alla sicurezza, fino alla disinformazione.
Al TedX Bari, Michele Boldrin ha sostenuto che l’IA potrebbe aumentare le disuguaglianze, favorendo chi ha maggiori capacità cognitive. Sarà uno strumento di democratizzazione o accentuerà queste differenze?
«Se l’IA è utilizzata ciecamente come rimpiazzo di attività cognitive e queste non vengono allenate da nessun’altra parte, le conseguenze sono ovvie: un’atrofizzazione. Se invece è utilizzata in tandem con il proprio cervello, è uno strumento moltiplicativo, che permette di acquisire conoscenza e affrontare problemi nuovi. Ma, parliamoci chiaro: siamo refrattari alla fatica. Gli incentivi della società moderna ci vogliono far fare di più pensando di meno. L’IA è una scorciatoia allettante che richiede una dose extra di auto-moderazione. Una piccola parte di individui sarà sempre naturalmente portata a usare bene questi strumenti, un’altra piccola parte punterà sempre alle scorciatoie. Cosa fare per gli altri, probabilmente la maggior parte delle persone? Come rendere attraente il processo cognitivo, la complessità, la voglia di approfondire? Questo tema non nasce con l’IA: avremmo dovuto........
