L’esercito di volontari, 1.500 penne nere chiamate all’ultimo minuto per coprire i buchi
Questa è una tipica storia all’italiana. Una storia da un lato di approssimazione e faciloneria e dall’altra di generosità ed efficienza. Dove, alla fine, la seconda vince sulla prima. È la storia dei volontari delle Olimpiadi, figure fondamentali per la riuscita dell’evento. Eppure l’organizzazione Milano Cortina si è assai poco curata di loro se, come denunciato dalla Protezione Civile, si è trovata all’ultimo momento nella distribuzione degli incarichi e ha pure chiesto di portarsi da casa cuscino e sacco a pelo.
Inevitabile la fuga di molti, la decisione amara di ritirarsi dopo aver offerto con tanto entusiasmo la propria la disponibilità. E qui si è aperto un improvviso vuoto, un seracco dentro al quale rischiava di finire una parte organizzativa della manifestazione olimpica. I soccorsi sono infine arrivati: sono venuti dalla dedizione e dalla generosità che costituiscono la cifra degli alpini. Che quando si tratta di rimboccarsi le maniche non si tirano indietro, mai. Ma non solo da loro.
Anche da chi, come la proprietà dell’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, ha deciso - nonostante il breve preavviso - di mettere a disposizione la struttura per ospitare i volontari Ana. E di farlo gratuitamente.
«Ancora una volta», sottolinea il presidente Ana Sebastiano Favero, «gli alpini hanno saputo rispondere presente e lo hanno........
