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Cantieri e imprevisti, lavori a rilento per la Verona-Padova: i tempi della Tav sono un’incognita

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28.01.2026

Tav Verona-Padova, tra vuoti e ostacoli. Per fotografare lo stato dell’arte dei cantieri e il loro impatto non serve molto. È sufficiente un biglietto di un regionale, una stazione di partenza, in questo caso Padova, una di arrivo, Verona, guardando fuori dal finestrino.

Vuoti e ostacoli, si diceva. Perché, semplicemente, da Padova a Vicenza non c’è nulla. Non un cantiere, niente. Bella forza, si dirà, l’ultimo atto concreto è del 2019, quando Comune di Padova e Rete Ferroviaria Italiana stabilirono di escludere dal terzo lotto il tratto Montà-Stazione di Padova. Da un’altra stazione, Vicenza, in poi c’è tutto. Compresi ostacoli e impatti.

Perché, percettibile anche dal finestrino del treno, a rallentare un’opera da 6,9 miliardi di euro, c’è un’antenna di telecomunicazioni su un tetto di un condominio a Vicenza, in viale San Lazzaro, in predicato di essere abbattuto. Meglio: la palazzina avrebbe dovuto già essere demolita mesi fa per consentire i lavori della Tav ma un’antenna che esiste da anni oggi lo impedisce.

Certo non c’era dal 2003, ai tempi del primo progetto preliminare “Attraversamento Vicenza” poi modificato, ma c’era dopo la pubblicazione del progetto preliminare approvato nel 2017. Eppure, da quanto emerge, la società proprietaria dell’antenna, Iliad, è stata informata “solo” un anno e mezzo fa che il condominio sarebbe stato demolito. Le ultime dal capoluogo berico dicono che IricavDue, il consorzio “guidato” da Webuild che costruisce la Tav per conto di Rfi, stia parlando con Iliad per trovare un’altra collocazione sulla stessa via.

Viale San Lazzaro, porta ovest della città. Da un lato la ferrovia che da metà Ottocento separa un terzo della città, parte della zona industriale e del quartiere fieristico, dal resto del capoluogo. Dall’altro lato c’è la strada. Tra l’una e l’altra edifici direzionali e commerciali e........

© La Nuova di Venezia