San Giuseppe, la festa del papà e le tradizioni in Toscana
Un papà col suo bimbo
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Firenze, 19 marzo 2026 – Oggi si celebra San Giuseppe e ricorre la festa del papà. E sono diverse le iniziative in Toscana in cui si festeggiano i ‘babbi’. Eccone alcune.
Parco di Pinocchio, quattro giorni per tutti i babbi
Laboratori, una caccia al tesoro e tante attività creative e dinamiche per una giornata trascorsa al Parco di Pinocchio, Giardino Garzoni e nella Casa delle farfalle, tutto per festeggiare un rapporto unico: quello del babbo con i suoi figli. La stagione degli eventi del Parco di Pinocchio parte da giovedì 19 fino a domenica 22 marzo, con la Festa del Babbo, in occasione della quale i babbi entreranno gratuitamente nelle tre strutture del complesso collodiano, trovando tante attività per interagire con i loro figli. Immersi nel verde di un parco appena uscito da importanti interventi di riordino, sarà possibile giocare, fare visite artistiche e botaniche, concedersi un momento di relax con un buon picnic, magari con qualche frittella di San Giuseppe, tipica della tradizione toscana. Le quattro giornate dedicata alla Festa del Babbo prendono spunto dal rapporto tra Pinocchio e babbo Geppetto, un legame che resta forte e affettuoso nonostante le prime monellerie del figlio. Le attività a tema proposte ai piccoli artisti in visita scandiranno la giornata. Anzitutto, ci sarà da scrivere l’immancabile letterina di auguri personalizzata che i bambini potranno creare tutti e quattro i giorni, però il sabato e la domenica anche con l’aiuto della Fata Turchina. Nel bigliettino i bambini dovranno indicare i tre pregi che rendono unico il loro babbo. Ogni giorno sarà possibile partecipare anche al Laboratorio dell’Amore, uno spazio creativo nel quale i bambini faranno un disegno speciale dove rappresentare loro stessi insieme al loro babbo. Le due figure saranno unite da un filo di lana rosso che prende la forma di un cuore, a simboleggiare un legame indissolubile. Sabato 21 e domenica 22, per i più piccoli, o per chi ama sporcarsi le mani, c’è il Laboratorio dell’Impronta. Lasciando l’impronta della propria mano con la tempera colorata su un foglio, il babbo e i figli fisseranno nel tempo il ricordo di questa giornata. Un’altra attività proposta è la Caccia al tesoro, o meglio una Caccia fotografica, che si svolgerà al Giardino Garzoni. In palio c’è un attestato che certificherà il babbo come Numero Uno! Per aiutarlo a salire sul podio, i bambini dovranno quindi aiutare il proprio genitore a risolvere i quesiti e a scattare immagini memorabili. Al Parco di Pinocchio ci sono anche altri giochi per i bambini: il museo interattivo, le giostrine degli anni Cinquanta (3-11 anni), lo spettacolo dei burattini, il laboratorio della Fata (sabato e domenica), i percorsi avventura (dai 5 ai 14 anni, fino a 140 cm di altezza). Poi la visita del percorso monumentale di importanti artisti del Novecento del Parco di Pinocchio, riconosciuto dal Ministero della Cultura.
A Siena la tradizione dei ‘carrettini di San Giuseppe’
A Siena San Giuseppe si festeggia nel rione della Contrada dell’Onda. Il quartiere si anima di stand dove trovare dolci tipici, ma anche ceramiche e terrecotte e altri prodotti d’artigianato senese. Per i più piccoli non mancano giochi, per deliziare il palato di cittadini e visitatori si possono trovare tante prelibatezze negli stand gastronomici tra cui le frittelle di riso, ma soprattutto oggi una delle tradizioni della giornata sono caratteristici ‘carrettini di San Giuseppe’, piani di compensato su cui scorrono sagome di cavalli decorate con i colori delle Contrade.
A Pitigliano torna la ‘Torciata di San Giuseppe’
A Pitigliano (Grosseto) oggi a partire dalle 17.30 torna la “Torciata di San Giuseppe”, antica festa del fuoco che ogni anno richiama cittadini e visitatori nel centro storico del paese. Momento cruciale il grande falò in piazza Garibaldi, dove dalle ore 22 si brucerà ‘l’invernacciu’, un fantoccio gigante alto otto metri, realizzato nei giorni precedenti intrecciando delle canne e creando la testa con un rotolo di fieno.
Nasce una nuova generazione di papà: la ricerca
Dagli ultimi dati risulta che sta emergendo una nuova generazione di padri che non mettono più la paternità dopo il lavoro, cosa che accadeva secondo le statistiche fino a qualche anno fa. Infatti, il 75% dei papà oggi vuole dei congedi parentali più lunghi, flessibili e strutturati e rispetto a questo congedo, oggi il 64,5% dei padri ne usufruisce contro il 19,2% di poco più di 10 anni fa. Ma non basta: c'è un trend anche nei licenziamenti di tutti quei padri che per seguire i primi passi dei propri figli lasciano il posto per trovare qualcosa di più in linea con la propria paternità. In questo non solo ne beneficiano loro stessi e i figli ma anche le madri stesse che per cultura sono sempre state coloro a cui sono affidati i lavori di cura familiare, con lo scomodo obbligo di dover decidere tra carriera e lavoro. Nel 2024, quasi 19 mila padri con figli fino a tre anni hanno dato le dimissioni per motivi familiari, circa il 30% del totale dei genitori che hanno lasciato il lavoro. Due anni prima, nel 2022, quella quota era al 7%. Allo stesso tempo, il tasso di utilizzo del congedo di paternità è passato dal 19,2% nel 2013 al 64,5% nel 2023, secondo Save the Children. Dunque, più di tre padri su cinque lo usano oggi, contro meno di uno su cinque dieci anni fa e il 72% dei padri dichiara di volere un congedo più lungo, segno che c’è davvero una volontà a prendere il proprio ruolo di genitore in modo più serio, continuativo e strutturato. Ma il congedo di paternità in Italia, oltre che essere tra i più bassi d’Europa, rimane uno strumento diseguale al suo interno: al Sud lo utilizza il 35,1% dei padri in Calabria, contro l'80% di chi lavora in aziende con più di 100 dipendenti, una disuguaglianza che è insieme geografica, contrattuale e culturale. “I padri italiani stanno cambiando - dichiara Chiara Bacilieri, docente Università Cattolica, esperta di lavoro e organizzazioni -. Quello che non cambia abbastanza in fretta è il contesto in cui agiscono: un mercato del lavoro che ancora premia la disponibilità totale e considera poco motivato chi chiede un maggiore equilibrio con la vita familiare, un sistema di welfare che lascia alla famiglia il costo della cura e alla madre il peso di gestirla e una politica che ha appena respinto la proposta di congedo paritario, ribadendo i ruoli di genere tradizionali di padre capofamiglia e madre caregiver e che continua a costare alle donne opportunità di carriera e agli uomini tempo con i propri figli.”
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