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Dalla caduta alla rinascita Mario, una storia di riscatto

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12.03.2026

I volontari del Cisom insieme a Mario

Articolo: Vita d’inferno a causa dei bulli: il questore ammonisce 5 giovanissimi

Lucca, 12 marzo 2026 – Una storia difficile, segnata da cadute e solitudine, che oggi prova a ripartire. È quella di “Mario”, nome di fantasia, un lucchese di 42 anni che, dopo anni trascorsi ai margini, ha iniziato un percorso di disintossicazione in una struttura specializzata. La sua vita cambia radicalmente quasi quattro anni fa. Le difficoltà lavorative si intrecciano con la crisi familiare: la separazione dalla moglie e la perdita dei contatti con i due figli segnano un punto di rottura. Con il passare dei mesi la strada diventa il suo rifugio.

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Inizia a frequentare la stazione ferroviaria e le Mura urbane di Lucca per cercare un posto dove trascorrere la notte. In quel periodo arrivano anche i primi problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. A questi si aggiunge, nel tempo, una dipendenza dall’alcol che diventa sempre più pesante e che ancora oggi rappresenta una delle sfide più importanti nel percorso di recupero.

A sostenere Mario in questi anni difficili sono state le associazioni di volontariato che operano sul territorio con le unità di strada, incontrando e assistendo le persone senza dimora nelle ore serali. Tra queste la Comunità di Sant’Egidio, la Croce Rossa Italiana e i volontari del gruppo lucchese del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. È proprio grazie a questo legame che nasce la possibilità di un cambiamento. I volontari del Cisom riescono infatti a convincerlo a compiere il primo passo fondamentale: rivolgersi al SerD. Da lì prende forma l’idea di intraprendere un percorso più strutturato, capace di affrontare in maniera concreta i problemi legati alle dipendenze.

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Dopo mesi di dialogo e accompagnamento, Mario ha scelto di iniziare un percorso di disintossicazione all’interno della struttura di recupero Villa dei Pini. E ieri mattina sono stati proprio i volontari di Cisom ad accompagnarlo a Firenze, segnando simbolicamente l’inizio di una nuova fase della sua vita. “Per noi del Cisom essere accanto agli ultimi è una vocazione, è un modo di vivere. Mario non sarai mai solo”.

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