Il corto livornese per dire no al riarmo: "L’ arc en ciel" è volato al festival di Miami
Il corto livornese per dire no al riarmo: "L’ arc en ciel" è volato al festival di Miami
Il regista Tognarelli e il compositore Aliboni: «Una riflessione sul tema bellico»
LIVORNO Un cortometraggio surrealista e onirico che si apre con una esplosione atomica. Una sorta di fiaba noir che vede protagonista una ragazza, una moderna Dorothy del Mago di Oz, che, con le sue scarpette rosse, si lascia alle spalle un ambiente post-atomico e attraversa mondi teatrali e grotteschi, quelli della società contemporanea assuefatta dalla propaganda. Il progetto, un video dalla durata di circa cinque minuti, dal titolo “L’arc – en – ciel”, è realizzato da King’s Magician, un collettivo artistico, che richiama al suo interno il filmmaker livornese Simone Tognarelli e il compositore livornese Jacopo Aliboni. «“L’arc – en – ciel” – spiega il regista Simone Tognarelli – rappresenta l’arcobaleno, come metafora di social washing: una forma di propaganda che, utilizzando colori accattivanti e rassicuranti, lancia messaggi ingannevoli, senza alcun scopo risolutivo, che ci portano ad avere un pensiero unico ed univoco. Il cortometraggio apre una riflessione sul tema della propaganda bellica: un tentativo di smascherare il linguaggio delle istituzioni e dei governi sul tema, quanto mai attuale, del riarmo. Il cortometraggio punta il dito verso le istituzioni che ci stanno conducendo verso un’alba nucleare».Va avanti: «Nel cortometraggio è presente un teatrino, ovvero la rappresentazione metaforica dell’arte che, attraverso le sue forme, dovrebbe stimolare il pensiero consapevole e indipendente, l’arte è qui intesa come strumento potente di risveglio dall’omologazione. Nel nostro piccolo abbiamo voluto dare un contributo, prendendo in riferimento le avanguardie del Novecento, ai temi affrontati».Le riprese del cortometraggio, che, per intero, è stato girato al Calambrone, sulla spiaggia dietro le ex colonie fasciste, sono cominciate a maggio dello scorso anno e sono proseguite fino al mese di agosto. Il corto vede protagonista la giovane attrice Tania Pentina: il suo personaggio incarna l’innocenza contaminata che attraversa un universo dove l’illusione diventa consenso e il reale rimane nascosto.Nel cortometraggio sono presenti scene di animazione che sono state realizzate con l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. Le immagini del cortometraggio sono accompagnate dalla musica composta e orchestrata da Jacopo Aliboni. «La scrittura musicale – sottolinea Aliboni – è un elemento centrale all’interno del corto, è stata concepita come un “meta – barocco”, che richiama la teatralità. La musica dialoga con le immagini e con la voce della cantante, Giulia Bartolini, allineandosi con il flusso di pensieri della protagonista del cortometraggio. Una sincronia tra immagine e suono, una drammaturgia sonora. La canzone è stata scritta nel 2025e, con Simone, abbiamo deciso di inserirla nel progetto». Alla realizzazione della musica coinvolti Livia Schwizer (flauto), Izzul Haq (clarinetto e basso), Giulia Bartolini (voce), Jacopo Aliboni (clavicembalo) e Marie Aurore Moutoue Fardet (organo). “Arc – en – ciel” è stato selezionato al Miami Art Tech Summit festival, con una piattaforma per il coinvolgimento e lo scambio di idee innovative.l
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