Woke for Trump, ascesa e declino di un progetto più tossico che progressista, diventato uno dei comitati elettorali di The Donald
“Stay woke”, rimani sveglio, apparve per la prima volta in Scottsboro Boys, canzone del bluesman Lead Belly del 1938, ed era un’esortazione a essere consapevoli e vigili di fronte alle discriminazioni razziali e alle ingiustizie sociali. Infatti, questo è il senso originario dell’ideologia woke: creare maggiore consapevolezza su alcune discriminazioni e disuguaglianze, favorire una maggiore inclusione nella società, nei media, nelle istituzioni e nelle aziende. Promuovere un nuovo linguaggio che non fosse offensivo e che consentisse un maggiore riconoscimento delle persone.
Ascesa dell’ideologia woke
Con il crollo dell’Unione Sovietica la sinistra culturale, con i suoi principi, ha occupato un posto importante nel panorama politico progressista. Una sinistra che non credeva più nell’approccio universalista, ossia porre al centro principi e diritti validi per tutti, ma si batteva per una società definita in gruppi identitari ben distinti in cui le persone dovevano essere trattate dalla politica, dalle leggi, dal governo e dai privati in base al gruppo a cui appartenevano: gay, minoranze religiose o etniche, persone con disabilità etc.. Nasceva una nuova ideologia, chiamata “politiche identitarie” e successivamente woke, influenzata da diversi filoni intellettuali quali il postmodernismo di Michel Foucault, il pensiero postcoloniale di Edward Said e soprattutto la Teoria Critica della Razza.
La Teoria Critica della Razza
La Teoria Critica della Razza (Critical Race Theory – CRT), promossa soprattutto da alcuni giuristi e accademici afroamericani, nasce dalla convinzione che le leggi universaliste e antidiscriminatorie approvate negli Stati Uniti negli anni Sessanta, a partire dalla presidenza di Lyndon Johnson, non siano riuscite a produrre gli effetti sperati nel superamento delle discriminazioni razziali. Secondo la CRT, infatti, il razzismo non è una vicenda episodica ma è qualcosa di sistemico incorporato nelle istituzioni americane che riproducono consciamente o inconsciamente tutte le disuguaglianze storiche, favorendo il “privilegio bianco”. In questa prospettiva, anche la storia e il sapere occidentali sarebbero profondamente segnati dal razzismo e richiederebbero quindi un processo di rilettura e “decolonizzazione”.
Prima la follia woke, poi l’antisemitismo: il suicidio ideologico........
