La democrazia non è una succursale delle procure, l’omaggio del governo Meloni alle toghe e le inchieste a orologeria
Il No al referendum ha innescato una reazione a catena devastante. Il primo segnale sbagliatissimo, dispiace dirlo, è venuto dalla politica che, invece di ergersi a garante suprema di principi-chiave dello Stato di diritto, ha dato l’impressione di inchinarsi al sentiment giustizialista salito dalle urne.
Daniela Santanchè, Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro, per ragioni e con motivazioni diverse, avrebbero potuto essere dimissionati per scelta, per “opportunità politica”, o per quello che si vuole. Un Presidente del Consiglio può farlo, ci mancherebbe. Ma perché tutti insieme e proprio il giorno dopo il voto referendario? Il messaggio è risultato chiaro, inequivoco: si è trattato di una sorta di omaggio a chi oggi si sente........
