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Il lungo viaggio della sinistra italiana: dalla Liberazione al 1956

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05.08.2026

La storia della sinistra italiana non è soltanto la storia dei partiti, dei congressi e delle competizioni elettorali. È, prima ancora, la storia delle idee, delle riviste, dei libri e degli intellettuali che, nel secondo dopoguerra, accompagnarono la ricostruzione morale e politica del Paese. Per comprendere le vicende del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano non basta a seguire le alleanze o le scelte di governo: occorre ricostruire il laboratorio culturale nel quale maturarono due diverse concezioni del socialismo, destinate a segnare la storia della Repubblica.

L’Italia usciva dalla guerra devastata materialmente e spiritualmente. La caduta del fascismo e la nascita della Repubblica aprivano una stagione di straordinaria vitalità culturale. Nelle università, nelle case editrici, nelle riviste e nei giornali si confrontavano filosofi, economisti, storici, sociologi e scrittori. Era il tempo in cui la politica cercava nella cultura le proprie ragioni e la cultura ambiva a orientare la politica. Il quadro internazionale, tuttavia, condizionava profondamente questo dibattito. Con la nascita del Cominform nel 1947 e l’affermarsi della dottrina di Andrej Ždanov, l’Unione Sovietica impose ai partiti comunisti una rigida concezione della cultura. La produzione artistica e letteraria doveva essere al servizio della rivoluzione socialista; il realismo socialista divenne il modello ufficiale, mentre ogni forma di autonomia dell’intellettuale veniva guardata con sospetto. La cultura cessava di essere ricerca libera per trasformarsi,........

© Il Riformista