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La guerra dei ricorsi contro la legge elettorale, dal premio alle firme: tutti i punti contestati davanti alla Consulta

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13.10.2026

La protesta delle opposizioni dopo il voto finale sulla Legge elettorale alla Camera dei deputati (Ansa)

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Roma, 12 ottobre 2026 – La prima sfida sullo Stabilicum si giocherà nelle aule di giustizia, prima ancora che nelle urne. Trenta ricorsi, uno per ciascun distretto di Corte d’Appello coinvolto, per portare la nuova legge elettorale davanti alla Consulta prima che venga applicata. Verosimilmente, quindi, avere la prima udienza entro primavera. Sul tavolo ci sono, in particolare, il premio di maggioranza e le firme necessarie per presentare le liste. In totale sono sei i punti su cui la ‘Rete per un voto libero e uguale’, rappresentata da Roberto Zaccaria, Enrico Grosso, Pietro Adami, che con Pd, M5s, Avs, Europa e Italia viva, prepara il fronte giudiziario contro il cosiddetto Melonellum. Verranno presentati lunedì 26 ottobre: il primo lunedì utile dopo l'entrata in vigore della riforma. L’obiettivo che mira a portare la riforma davanti alla Consulta prima del voto è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa a Montecitorio.

I sei profili sotto la lente

I sei profili di legittimità costituzionale contestati dai ricorrenti riguardano:

il premio di maggioranza, la cui “ragionevolezza e proporzionalità” viene messa in discussione “sia in termini numerici, sia sotto l’aspetto della modalità della sua assegnazione attraverso un numero fisso”

 l’autonomia delle basi elettorali delle due Camere, perché il premio scatta soltanto se viene raggiunta la soglia del 42 per cento in entrambe e viene calcolato su base nazionale anche al Senato, eletto invece su base regionale

 la libertà di voto e la selezione degli eletti, che devono essere prevedibili dai cittadini

la parità di accesso e le misure di equilibrio di genere, ritenute non........

© il Resto del Carlino