menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Referti istologici in ritardo: "Da mesi ancora non so se ho un tumore maligno. Un’angoscia e sono incinta"

9 0
14.04.2026

La drammatica testimonianza di una 38enne di Chiaravalle che a novembre ha scoperto di essere positiva allo screening: mancano i risultati della biopsia.

Articolo: Tumore diagnosticato in ritardo. Morì a 30 anni dopo il parto, un milione di euro agli eredi

Articolo: Sanità, 4 mesi per un esame istologico: “Malati oncologici abbandonati”

Articolo: Screening gratis a marzo per uomini e donne

Ancona, 14 aprile 2026 – "Ho risposto alla lettera dello screening della Regione Marche che arriva a casa, quando non sapevo ancora di essere in gravidanza, era fine novembre dello scorso anno. Non pensavo di finire in un cortocircuito senza fine". Inizia così il racconto drammatico di una donna di Chiaravalle, 38 anni, che oggi si trova sospesa in un limbo inaccettabile. Dopo quel primo passo verso la prevenzione, il 19 gennaio scorso, all’ospedale "Carlo Urbani" di Jesi, ha effettuato una biopsia di cui avrebbe dovuto ricevere l’esito in circa "un mese, massimo quaranta giorni". Dicevano. "Ma a febbraio ancora nulla, così ho sollecitato ma mi hanno detto che tutti questi esami sono in ritardo" spiega ancora al Carlino.

Il tempo, che in una malattia oncologica è un tiranno spietato capace di segnare il confine tra la cura e il destino, sta scorrendo inesorabile mentre la donna è giunta ormai al sesto mese di gravidanza. "L’angoscia di non sapere cosa ho, probabilmente un tumore – aggiunge la ragazza – è logorante peraltro in una situazione sensibile come la mia. Guardo compulsivamente il telefono in attesa di una chiamata, ma nulla". Nemmeno l’intervento della sua ostetrica ha sbloccato il muro di gomma dell’Ast Ancona, da cui è arrivata la conferma della cronica carenza di personale che impedisce la refertazione degli esami istologici. Così la ragazza in gravidanza si è rivolta allo sportello Salute di Chiaravalle che cerca di tutelare il diritto alla salute dei pazienti, soprattutto su liste di attesa e ora anche sui referti degli istologici. "Non so più a chi rivolgermi, l’attesa è divenuta logorante". Tantopiù in una condizione come la sua dove si è particolarmente sensibili dal punto di vista emotivo. Una situazione drammatica che ha portato alcuni primari dell’ospedale di Jesi a chiedere interventi urgenti.

Questa vicenda è lo specchio di un cortocircuito che sta colpendo l’intera Regione Marche. Il problema riguarda i tempi dilatati per la refertazione degli esami citologici — come il Pap test per screening rapidi — e soprattutto degli esami istologici. Questi ultimi sono fondamentali poiché l’analisi dell’architettura dei tessuti è l’unica via per chiarire se un tumore sia maligno o benigno e di quale tipologia specifica si tratti, permettendo così di impostare una terapia mirata. Senza l’istologico, la medicina si ferma.

La questione, che ha già infiammato le province di Fermo e Ascoli, approda oggi in Consiglio Regionale con un’interrogazione di Fabrizio Cesetti (Pd), che chiede risposte all’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro. Se per Fermo si ipotizzano concorsi, ad Ancona la situazione appare disperata: risulterebbe in servizio un unico medico anatomopatologo costretto a ruotare tra i tre ospedali della provincia (Jesi, Senigallia e Fabriano) creando un collo di bottiglia insostenibile. A inizio anno è scaduta la convenzione dell’Ast Ancona con l’ospedale regionale di Torrette dove prima venivano refertati questo tipo di esami con attese che riuscivano comunque a stento a stare nei tempi. Anche lo scorso anno infatti in alcuni casi si sono superati i tre mesi.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino