Scatta il decreto sicurezza a Bologna, multe fino a 10mila euro agli attivisti del Pilastro dopo i tafferugli
Un’immagine dei tafferugli a Bologna. Gli attivisti contestano la realizzazione in un parco del Museo dei bambini
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Bologna, 5 marzo 2026 – Tre sanzioni, da mille a 10mila euro. Comminate dalla Digos a tre attivisti del comitato bolognese MuBasta, che da giorni sta animando la protesta al Pilastro contro la realizzazione di Futura - Museo dei Bambini e delle Bambine, sfociata in violenti scontri notturni con la polizia. Le sanzioni sono arrivate ieri mattina, quando la Digos ha identificato i (pochi) presenti al gazebo allestito nel parco. Tre multe arrivate in applicazione, per la prima volta in Italia, dell’ultimo decreto legge sicurezza in materia di manifestazioni non autorizzate, entrato in vigore appena dieci giorni fa.
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Il presidio abusivo con gazebo e tavolini nel parco
I multati sono ritenuti dalla polizia promotori e organizzatori del presidio e della protesta. Per questo è arrivata loro pure una sanzione da 400 euro da parte della polizia locale, per violazione del divieto di ‘campeggio’. Costituito, nella fattispecie, da gazebo, tavolini e tende sistemati nel parco intitolato ai tre giovanissimi carabinieri Mitilini, Moneta e Stefanini, ammazzati dai killer della Uno Bianca, proprio lì, in via Casini. Dove gli attivisti, in queste sere, avevano appeso - chissà se a caso o con ‘dolo’ - pure uno striscione con una frase di Sfera Ebbasta: “Bravi ragazzi nei brutti quartieri - Fumano e parlano lingue diverse però non ci parlano ai carabinieri”.
Lo smantellamento del gazebo e il presidio di polizia
Ieri mattina è stato smantellato tutto. La polizia ha intimato ai presenti al presidio di liberare l’area e loro hanno caricato tutto su un furgone, senza proteste né tensioni. Tuttavia, questo non significa che al Pilastro la situazione sia tornata alla normalità. Resta il contingente fisso di polizia a salvaguardia del cantiere. E il comitato MuBasta ha assicurato che la protesta proseguirà: ieri sera, allo scopo, si è tenuta pure un’assemblea.
Le notti di violenza all'ombra del Virgolone
Lo smantellamento del gazebo degli attivisti è arrivato a seguito dell’ennesima nottata di violenze nel quartiere, noto a Bologna non solo per la strage del 1991, ma anche per omicidi e fatti di spaccio. Nelle ultime sere, infatti, all’ombra del Virgolone sono scoppiati violenti scontri tra polizia e gruppi di giovanissimi. Gruppi di ragazzini che, come avvenuto in altre manifestazioni - da quella per Rami alle varie proteste in solidarietà al popolo palestinese - hanno preso a pretesto la campagna contro il MuBa per scagliarsi contro le forze dell’ordine e creare caos. Su di loro sono in corso le indagini della Digos.
Le convalide degli arresti e il poliziotto ferito
Intanto, ieri mattina, i tre attivisti che erano stati arrestati lunedì nel corso dello sgombero del cantiere del parco – occupato dopo che i soliti giovanissimi avevano buttato giù le barriere – sono comparsi davanti al giudice Claudio Paris: gli arresti sono stati tutti convalidati, ma il gip non ha disposto nei confronti di nessuno di loro misure cautelari (il pm Domenico Ambrosino aveva chiesto il divieto di dimora a Bologna). I tre rispondono di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: in particolare, un ventisettenne di Extinction Rebellion, che in questa breve campagna pilastrina aveva già collezionato due denunce, sarebbe accusato di aver rotto un dito a un funzionario di polizia, che ha riportato 20 giorni di prognosi.
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