Guerriglia al Pilastro: 13 fermati e 5 poliziotti feriti, uno colpito al volto con una bottiglia
Scontri al pilastro (foto Schicchi)
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Bologna, 8 marzo 2026 – Tredici persone fermate e identificate dalla polizia, uno dei quali portato in questura perché senza documenti. Cinque feriti tra i poliziotti del Reparto Mobile e un altro dirigente di Polizia colpito al volto con una bottiglia e portato in ospedale. È questo il primo bilancio dell’ennesima serata di guerriglia al parco Mitilini, Moneta e Stefanini del pilastro, dove un comitato sta portando avanti una campagna dai toni sempre più violenti contro la realizzazione del MuBa, il museo dei bambini e delle bambine, progetto da 6 milioni e mezzo di euro fortemente voluto dal Comune. Gli scontri sono iniziati intorno alle 22, al termine di una giornata di mobilitazione che era stata pacifica e aveva visto sfilare per le strade del quartiere non solo i cittadini contrari al progetto, ma anche quelli favorevoli in mattinata.
Il sindacato di polizia: “Vere e proprie scene di guerriglia urbana”
A esprimere “la più ferma condanna per i gravi episodi di violenza verificatisi nella notte al Pilastro” è il sindacato di polizia Siulp: “Ancora una volta i colleghi delle forze dell’ordine e in particolare gli operatori del Reparto Mobile impiegati nei servizi di ordine pubblico si sono trovati ad affrontare vere e proprie scene di guerriglia urbana. Lancio di bottiglie, oggetti contundenti e attacchi diretti contro il dispositivo di sicurezza hanno messo seriamente a rischio l’incolumità degli operatori impegnati a garantire la sicurezza della collettività”, spiega il segretario Pasquale Palma.
"Non si può più tollerare che chi indossa una divisa diventi bersaglio”
“Nonostante le gravi provocazioni e la violenza subita, i colleghi del Reparto Mobile hanno operato con professionalità, equilibrio e grande senso dello Stato - dice ancora Palma -, riuscendo a contenere una situazione estremamente delicata e a ristabilire le condizioni di sicurezza nell’area. Il Siulp ritiene ormai inaccettabile che ogni intervento delle forze dell’ordine venga trasformato da frange violente in un pretesto per attaccare lo Stato e i suoi servitori. Non si può più tollerare che chi indossa una divisa diventi bersaglio sistematico di aggressioni mentre svolge il proprio dovere".
"La politica assuma una posizione chiara e netta”
"È necessario che la politica, a tutti i livelli istituzionali, assuma una posizione chiara e netta: le forze dell’ordine non possono essere lasciate sole nella gestione di tensioni sociali che troppo spesso degenerano in violenza organizzata. Occorre un cambio di passo. Chi lancia bottiglie contro la Polizia - conclude - non è un manifestante ma un violento che deve essere perseguito con fermezza”.
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