Referendum giustizia, l’analisi del sondaggista Gigliuto: “C’è fiducia in Mattarella, ma non influirà sul voto”
Roma, 19 febbraio 2026 – Livio Gigliuto, presidente Istituto Piepoli, è vera la rimonta del No al referendum?
"C’è stato un avvicinamento rilevante: ha guadagnato 4 punti. Ma nell’ultima rilevazione il Sì stava ancora avanti 55 a 45".
"All’inizio il Sì raccoglieva tutto il consenso della maggioranza, ma anche di parte delle opposizioni: non solo la sinistra garantista Pd, ma anche una fetta dei 5 stelle che, accanto alla critica verso il sistema politico, probabilmente considera sistema anche la magistratura. Poi il dibattito e il voto si sono politicizzati e polarizzati. Questo ha spinto una parte degli elettori di Pd e M5s che magari nel merito condividevano alcuni aspetti della riforma a votare No".
La polarizzazione dell’elettorato favorisce il centrosinistra, che se ne avvantaggia?
"Storicamente l’elettorato di centrosinistra partecipa di più alle consultazioni. Negli ultimi anni il calo e la demotivazione dell’affluenza sono stati traversali. L’idea che la scarsa partecipazione avvantaggi il centrosinistra può essere fondata, ma non so se la considererei automatica. Al momento mi risulta un’affluenza intorno dal 40-43%".
Bassa. Possibile che sulla riforma della giustizia non si arriva neanche al 50%?
"Al momento non ho dati che me lo facciano pensare".
Che cos’è il Csm e come potrebbe cambiare
Che effetto producono le accuse della politica e del governo nei riguardi dei giudici?
"L’inasprimento delle posizioni, come i toni ascoltati nell’ultimo mese da parte del ministro Nordio o del procuratore Gratteri, possono motivare i propri. Ma non sono convinto che avvantaggino il Sì".
"La migliore opportunità del No è la polarizzazione per dare un segnale politico contro Meloni. La grande opportunità del Sì è la trasversalità del messaggio di cambiare la giustizia, non uniformandosi al centrodestra, ma sul merito della riforma. L’esasperazione rischia di allontanare un pezzo di elettorato di centrosinistra".
Referendum, il ministero chiede all’Anm i nomi dei finanziatori del Comitato del “no”. Le toghe: soggetto autonomo
E l’elettorato di destra?
"La magistratura rimane una delle istituzioni verso cui gli italiani provano fiducia. Ciononostante magari un pezzo di opinione pubblica qualcosa la cambierebbe. Un dibattito nel merito e meno polarizzato rafforza il Sì perché parla anche a un pezzo di elettorato di centrosinistra".
L’intervento di Mattarella al Csm sarà tirato per la giacca?
"Giustamente non impatta sui risultati. Ma spiega perché Mattarella è largamente la personalità politica col maggiore gradimento nel Paese. Credo che viviamo una fase in cui l’opinione pubblica non è molto attratta dagli eccessi. La pax istituzionale funziona. E lo dimostra il fatto che i consensi per l’azione di Meloni crescono quando legati alla funzione istituzionale, come nel contesto internazionale".
