“Cinturrino può uccidere ancora”. I colleghi del poliziotto: “Pericoloso e violento, fa paura” /
Milano – “Fate quello che dovete”. Il castello di bugie di Carmelo Cinturrino alias ’Luca‘ crolla lunedì mattina nel parcheggio del commissariato Mecenate. Lo sbirro con numeri da record nella trincea di Rogoredo e fama da duro tra i casermoni del Corvetto viene fermato alle 8.30 con l’accusa di aver ucciso Abderrahim ’Zack‘ Mansouri. E non per legittima difesa contro un uomo armato, come ha continuato a ribadire, bensì sparando da una distanza di 25-28 metri alla sagoma del ventottenne marocchino che stava cercando di fuggire.
Il testimone oculare, il Dna del pusher (che non c’è) e la valigetta: tutti gli elementi contro il poliziotto Carmelo Cinturrino
Zack Mansouri impugnava una pietra, non la pistola Beretta a salve: non ci sono impronte né Dna sull’arma
Mansouri, pusher dell’omonima famiglia che governa lo spaccio nell’area dell’ex boschetto dell’eroina, impugnava una pietra: avrebbe fatto solo il gesto di lanciarla, peraltro senza possibilità di colpire gli agenti che lo fronteggiavano. Di sicuro, non ha mai avuto la disponibilità della pistola a salve ritrovata accanto al cadavere la sera del 26 gennaio nel sentiero che corre........
