Modena troppo distratto e abulico: il Padova ne approfitta ed espugna il Braglia
Il palo di Nieling, canarini sfortunati
Modena, 28 febbraio 2026 – Sarà pur vero che lo smoking a volte non sia l'abito adatto per un campionato con la serie B, ma se non lo si prova nemmeno e si predilige solo ed esclusivamente la vecchia tuta da lavoro, passi in avanti se ne faranno sempre pochi. Ci sarebbe anche da chiedersi, inoltre, cosa sia accaduto in una settimana che, dopo la vittoria arcigna di Castellammare, ha lasciato in eredità una prestazione talmente brutta da sembrare utopica. Partiamo dalle scelte di Sottil. Premessa: si salvano poche cose, forse nessuna.
Ma è doveroso analizzare la genesi di questa sconfitta. Senza lo squalificato Tonoli, Nador torna al centro della difesa e Dellavalle sulla destra. Sorprende, al contrario, l'impiego di Zanimacchia in mezzo al campo per far «rifiatare» Massolin, poi entrato dopo 27 minuti per un negativo Beyuku. Ecco, meraviglia che il ragazzo più talentuoso, di 23 anni, non riesca a giocare tre partite in una settimana ma tant'è. Il Padova fa cose semplici e fatte bene. Ha un gioco, lo mette in campo, approfitta delle sbavature difensive e ne fa due in un quarto d'ora. Sul vantaggio, Lasagna ringrazia il passaggio orizzontale sbagliato da Nador, sul raddoppio di Faedo, su corner, nessuno salta in contrasto e il difensore del Padova stacca senza alcun problema. L'atteggiamento è totalmente errato. Il Modena appare svagato, mai entranto in partita, di passaggi riusciti di fila se ne vedono contati sulle dita di una mano.
E tutto risulta ancor più strano considerato il periodo e le certezze che i canarini avevano ritrovato, se si ha un certo tipo di ambizione partite del genere, in casa, non vanno mai sbagliate. Mai. Sottil, rimescolando le carte ad una trentina di minuti dal fischio d'inizio, ammette che non sia giornata per la sua squadra. De Luca e Ambrosino (lontanissimi da una condizione giusta) non si cercano, non si trovano. Nella ripresa, la scintilla accesa da Zanimacchia dura il tempo dell'esultanza, se nemmeno quello offre la spinta per tentare di cambiare un pomeriggio incredibilmente bui, allora il risultato non può che essere uno solo. Tutto strano. Tutto molto strano. È nata male, è finita peggio. C'è una componente certamente mentale dietro ad un ko del genere (forse appagamento? Forse eccessiva confidenza?) ma anche un tema tecnico che non può essere trascurato. C'è una via di mezzo tra lo smoking nero, per le serate di gala, e la tuta da lavoro sporca e sudata.
Modena (3-5-2): Chichizola; Dellavalle, Nador, Nieling (53' Cotali); Beyuku (28' Massolin), Zanimacchia, Gerli, Santoro, Zampano (73' Imputato); De Luca (73' Defrel), Ambrosino (53' Gliozzi). A disp.: Laidani, Pezzolato, Adorni, Cauz, Fabbri, Wiafe, Pedro Mendes. All. Sottil.
Padova (4-4-2): Fortin; Belli, Sgarbi, Pastina (68' Villa), Faedo; Capelli, Harder (5' Crisetig), Varas, Di Mariano (68' Caprari); Buonaiuto (60' Di Maggio), Lasagna (68' Silva). A disp.: Mouquet, Sorrentino, Seghetti, Boi, Bortolussi, Favale, Giunti. All. Andreoletti.
Arbitro: Andrea Calzavara di Varese
Reti: 8' Lasagna, 14' Faedo, 56' Zanimacchia.
Note – Ammoniti: Sottil, Buonaiuto, Massolin, Fortin, Nador. Angoli: 5 a 3. Recupero: 5' p.t., 4' s.t. Spettatori: 9879.
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