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Lombardia protagonista a Birra dell’Anno 2026: è la regione più premiata

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16.02.2026

I 73 giudici di Birra dell'Anno 2026 provenienti da 19 Paesi

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Milano, 16 febbraio 2026 – Lombardia protagonista della XXI edizione "Birra dell'anno 2026", il concorso organizzato da Unionbirrai – associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti - che si è svolto a Rimini nell'ambito di Beer&Food Attraction.

Con 10 medaglie d’oro, 11 d’argento, 11 di bronzo e 25 menzioni, per un totale di 57 riconoscimenti complessivi, la Lombardia si conferma locomotiva nel comparto della birra artigianale italiana.

La regione ha conquistato medaglie e le menzioni in tutte le categorie: dalle lager di ispirazione tedesca e le interpretazioni più moderne della bassa fermentazione alle IPA contemporanee, dalle stout e porter strutturate alle produzioni con cereali speciali, fino alle Italian Grape Ale e alle birre a fermentazione mista.

Questi riconoscimenti sono la conferma della versatilità del movimento regionale lombardo e della capacità di presidiare sia gli stili classici sia le tendenze più attuali. 

Il successo lombardo coinvolge realtà di tutto il territorio regionale: dall’area metropolitana di Milano e Monza-Brianza con PicoBrew (Milano), Vetra (Milano), Birrificio Rurale (Desio), Birra Gaia (Carate Brianza), Birrificio Menaresta (Carate Brianza), Birra Due Tocchi (Parabiago), Serra Storta (Bernate Ticino), Zona Mosto (Legnano) e Birra Eretica (Ornago); alla provincia di Varese con 50&50 (Varese) e Ma.Bo.Beer (Leggiuno); a Bergamo con Hammer (Almenno San Bartolomeo), Birrificio Otus (Seriate), Qubeer (Adrara San Martino) e Birrificio Agricolo Pagus (Adrara San Martino); a Brescia con Birrificio Manerba (Calvagese della Riviera), Società Agricola del Graal (Orzinuovi), Birrificio Artigianale Curtense (Cimbergo) e Birra La Dama (Bedizzole); a Lecco con Birrificio Lariano (Sirone) e Dulac (Galbiate); a Mantova con Mister B Brewery (San Giorgio Bigarello); a Sondrio con Birrificio Legnone (Dubino); fino a Pavia con Microbirrificio Doppiobaffo (Pieve Porto Morone).

Il momento del comparto

Trent’anni dopo il primo fermento del 1996, la birra artigianale si conferma un settore importante dell’agroalimentare Made in Italy, capace di coniugare qualità, innovazione e identità territoriale. E la Lombardia è sicuramente uno dei motori storici del movimento craft italiano, con tantissimi birrifici indipendenti e operatori che contribuiscono alla diffusione della cultura del bere consapevole.

“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”.

Il vincitore assoluto

Il titolo di Birrificio dell’Anno 2026 va a Birra dell’Eremo di Assisi (Perugia). Il birrificio umbro si è imposto su 212 produttori in gara grazie a 8 podi complessivi, 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi, ottenuti in 6 categorie differenti, risultato che ne ha determinato la proclamazione. Fondato nel 2012, Birra dell’Eremo è diventato una realtà strutturata e riconosciuta per la ricerca tecnica e la sperimentazione sui lieviti, elemento distintivo della propria identità produttiva.

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