Mamma, papà e tre figli da Gaza devono essere accolti a Como: la decisione di un giudice
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Como – Una famiglia palestinese della Striscia di Gaza, i genitori e tre figli, è attesa a Como. Il Tribunale di Roma, infatti, ha disposto con un provvedimento d'urgenza che il ministero degli Esteri e il consolato italiano di Tel Aviv debbano rilasciare cinque visti d'ingresso in Italia a una famiglia palestinese, genitori e tre figli, che vuole lasciare quella terra.
La decisione della giudice Laura Albano
La giudice Laura Albano ha accolto il 5 febbraio il ricorso dei cittadini gazawi contro il ministero degli Esteri al quale viene addebitato un ritardo nell'eseguire il decreto del 25 novembre 2025 con cui si "ordinava di emanare tutti gli atti necessari a consentire l'immediato ingresso in Italia dei ricorrenti" e, in particolare, nel Comasco dove un'associazione che si occupa di disabili si è resa disponibile ad assumere la madre in qualità di fisioterapista e ad accogliere anche il marito e i figli in un alloggio gratuito.
Perché il ministero si era opposto
Il ministero, si legge nel provvedimento visionato dall'AGI, aveva sostenuto in udienza che non "esiste un diritto soggettivo al rilascio del visto, ma solo la possibilità dell'attivazione totalmente discrezionale dell'autorità amministrativa, come nel caso dei corridoi umanitari o simili" e si era opposto alla concessione del via libero all'ingresso.
La posizione della giudice
Per la giudice invece "non vi è dubbio che i ricorrenti permanendo nella Striscia di Gaza siano esposti a pericolo di vita o a trattamenti inumani e degradanti e per sottrarsi a tale situazione non possono nemmeno rifugiarsi nei paesi vicini, essendo impedita da Israele l'evacuazione dei civili". Inoltre viene sottolineato che la madre non può più svolgere il suo lavoro in Medici senza Frontiere per via della situazione a Gaza con la pesante "carestia" e che i bambini non riescono ad adempiere all'obbligo scolastico. "Abbiamo notificato da giorni l'ordinanza del 5 febbraio a ministero e consolato senza ricevere risposta. Valutiamo anche la denuncia per omissioni in atti d'ufficio perché la pubblica amministrazione non può rifiutarsi di ottemperare a un ordine del giudice" commenta l'avvocata Nazzarena Zorzella che assiste la famiglia palestinese assieme ai legali Dario Belluccio e Mariacesarea Angiuli.
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