L'Iran minaccia Trump: “Attento a non essere eliminato tu”. Resta il mistero su Mojtaba Khamenei
Il fumo che si alza dopo un attacco israeliano a sud di Beirut, Libano
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Articolo: Perché Trump tende la mano a PutinArticolo: La nuova Guida Suprema dell’Iran è Mojtaba Khamenei: si impongono i pasdaran, scelto il figlio dell’ayatollahArticolo: Iran, come cambia il regime. L’analista: “Si è irrigidito, ora rischia di indebolirsi”Roma – Dal punto di vista delle dichiarazioni e del numero delle vittime, la guerra è ancora lontana da una de-escalation. Oltre 1.300 morti in Iran, 570 in Libano. Netanyahu minaccia, Trump si dice pronto al dialogo, la Turchia schiera i Patriot in consultazione con la Nato. Ma da Teheran non arrivano toni più concilianti. Anzi. Ali Larijani, figura di primo piano del regime e già alla guida del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha invitato il presidente Trump a fare attenzione, avvertendo che potrebbe essere eliminato lui stesso. Intanto volano stracci.
Una famiglia israeliana in un rifugio antimissile durante un attacco dell’Iran
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu usa parole pesanti in quello che appare come un messaggio sia all’Iran sia allo stesso Trump, che vorrebbe un conflitto più breve. “Stiamo spezzando le ossa al potere iraniano, ma non abbiamo ancora finito”. Il leader israeliano ha poi sottolineato che l’obiettivo è “spezzare il giogo della tirannia”, aggiungendo che l’ultima mossa dipenderà dal popolo iraniano. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth è intervenuto per la seconda volta in pochi giorni, chiarendo che la guerra continuerà finché Teheran non sarà sconfitta.
L’obiettivo è spezzare il giogo della tirannia
Gli ha risposto a distanza il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo cui l’Iran reagirà “occhio per occhio” a qualsiasi attacco alle infrastrutture da parte di Stati Uniti e Israele. Larijani si è rivolto direttamente a Trump. “L’Iran non ha paura delle vostre minacce vuote. Chi è più grande di voi non è riuscito a eliminare l’Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati voi”, ha scritto su X. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che “l’Iran è sempre stato pronto a ridurre le tensioni nella regione”, a condizione però che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei Paesi vicini non vengano utilizzati per attacchi contro il popolo iraniano.
Un manifesto a Teheran mostra Ruhollah Khomeini, Ali Khamenei e la nuova Guida suprema di Teheran, il figlio Mojtaba Khamenei
Nella regione la tensione resta altissima e il numero delle vittime civili continua a crescere. La settimana prossima l’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff dovrebbe arrivare a Tel Aviv per consultazioni con gli alleati. Trump ha dichiarato di avere “piena fiducia” in lui, aggiungendo che, dopo i colpi inflitti all’Iran, gli Accordi di Abramo potrebbero ricevere un nuovo slancio. Intanto la guerra continua e gli iraniani non sembrano intenzionati a smettere. “Vedremo se vorranno parlare e se questi colloqui saranno produttivi”, ha spiegato Witkoff ai giornalisti.
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Nel frattempo cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, dove resta alto l’allarme per possibili mine e per il rischio di blocco del traffico marittimo. I pasdaran hanno minacciato di impedire l’esportazione di petrolio verso i Paesi ostili, mentre Washington ha avvertito che un eventuale blocco dello stretto provocherebbe una risposta militare ancora più dura.
Fra molti leader che parlano, c’è però un protagonista che finora non ha detto nulla. Nonostante fosse atteso un primo discorso ufficiale, Mojtaba Khamenei — indicato come nuova Guida Suprema dopo la morte del padre — non si è ancora mostrato in pubblico. Gli analisti avanzano due ipotesi: una questione di sicurezza, perché l’ayatollah sarebbe uno dei principali bersagli di americani e israeliani, oppure la possibilità che sia rimasto ferito nei raid dei giorni scorsi che hanno ucciso il padre. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto di non poter commentare. Il mistero, per ora, resta.
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