Usa e Israele, ‘Furia epica' sull’Iran: “Morto Khamenei”. Trump: “L’abbiamo ucciso, era malvagio” /
La scuola femminile distrutta in Iran
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Articolo: “Iran, il regime si è preparato alla morte di Khamenei. E agli Usa manca un piano”Articolo: Iran dopo Khamenei: triumvirato dei guardiani della rivoluzione, dal regime teocratico al comando politico-militareArticolo: Chi sarà il successore di Ali Khamenei: i nomi più probabili. Il testamento politico dell’AyatollahArticolo: Dove sono (e cosa fanno) i militari italiani in Medio Oriente. La basi in Kuwait e a Erbil, l’operazione Leonte della Brigata SassariArticolo: Operazione ‘Furia epica’, il discorso di Trump (anche) agli iraniani: “Prendete il controllo del vostro destino”Roma – Già delle premesse contenute nel nome, l’operazione ‘Ruggito del leone’ – ribattezzata dal dipartimento della Difesa Usa ‘Furia epica’ – manifestava l’intenzione di andare oltre un semplice avvertimento. “I militari degli Stati Uniti hanno avviato grandi operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere gli americani eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano” ha annunciato ieri mattina Donald Trump in un video diffuso su Truth. Nelle stesse ore il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz parlava di “un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele”. Poco prima due colonne di fumo nero avevano oscurato il cielo della capitale iraniana, Teheran.
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LA FINE DI KHAMENEI
Rimane avvolta dal mistero la sorte dell’ayatollah Ali Khamenei. In serata, a Teheran, tra gli applausi della gente affacciata alle finestre, si è diffusa la notizia della sua morte.
I danni di un missile in un quartiere di Teheran
Un alto funzionario della sicurezza israeliana ha confermato ai media nazionali che “è stato eliminato” nel massiccio raid compiuto alla sua residenza a Teheran, e Channel 12 ha riferito che immagini del corpo della Guida suprema sono state mostrate al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
I media iraniani affiliati ai Guardiani della rivoluzione, tuttavia, negano la sua morte affermando che è “saldo al comando” e segue direttamente gli sviluppi del conflitto.
IL CAMBIO DI REGIME
“Dovete deporre le armi e avrete una immunità totale o sarà morte certa” è la minaccia lanciata da Trump ai componenti dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, alle Forze Armate e alla Polizia. L’impasse sui negoziati sul nucleare è stata colta al volo da Usa e Israele per raggiungere il loro vero obiettivo: un cambio di regime in Iran, colpito nel momento di maggiore debolezza, volto a ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente.
Nella combo, la residenza della Guida Suprema dell'Iran Alì Khamenei distrutta negli attacchi israeliani
ATTACCO USA-ISRAELE
Partita ieri alle 7 del mattino, l’operazione – definita dall’Idf il “più grande attacco nella storia dell’aeronautica militare israeliana contro la Repubblica islamica” – ha visto l’impiego di 200 caccia che hanno sganciato centinaia di munizioni “su circa 500 obiettivi militari iraniani nell’Iran occidentale e centrale, quasi simultaneamente, nelle prime ore del mattino”. Un attacco eseguito dopo “un’attenta pianificazione” che ha visto un riposizionamento delle forze militari statunitensi in Medio Oriente con il trasferimento di oltre una dozzina di navi e di oltre 100 aerei nella regione.
GLI OBIETTIVI COLPITI
Non solo siti del regime, militari e relativi al programma nucleare e di missili balistici. Gli attacchi che, secondo stime provvisorie nella prima giornata hanno causato oltre 200 morti in Iran, hanno preso di mira anche strutture civili: sarebbe di 85 vittime il bilancio del bombardamento di una scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran. Se all’attacco le forze americane e israeliane lavoravano da mesi, anche l’Iran era pronto a rispondere come dimostra l’intenso traffico di aerei militari da trasporto carichi di nuovi sistemi di difesa, dalla Russia e dalla Bielorussia in Iran, almeno sei solo nel mese di febbraio.
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TEHERAN RISPONDE
E la risposta di Teheran non si è fatta attendere. Alla pioggia di missili contro il nord di Israele, con esplosioni avvertite anche a Gerusalemme, è seguita una rappresaglia contro i paesi del Golfo con attacchi contro le basi Usa in Qatar, Bahrain – dove il quartier generale della Quinta Flotta della Marina Usa è stato attaccato con missili e droni – Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Attacchi anche a Dubai dove un incendio scoppiato in un edificio dell’iconica zona di Palm Jumeirah, ha provocato quattro feriti. Mentre, sempre nella città degli Emirati Arabi, uno sciame di droni iraniani ha preso di mira l’aeroporto: un morto e sette feriti. E con la chiusura dello Stretto di Hormuz, la rotta di esportazione petrolifera più importante al mondo, Teheran lancia la sua sfida anche all’Occidente.
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