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Isolati dalle valanghe: strada sbarrata verso Morterone, il Comune più piccolo d’Italia

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21.02.2026

Il Comune di Morterone. Le valanghe minacciano la strada che porta al paese

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Morterone (Lecco) – Morterone è isolato. Non si entra e non si esce. L’unico collegamento tra il borgo più piccolo d’Italia e il resto del mondo è chiuso per il rischio di valanghe. È la Sp 63, 16 chilometri tutti curve e tornanti, che si inerpica per 400 metri a strapiombo sulla Val Bovazzo alle pendici del Resegone per unire Ballabio e Morterone appunto. «Insiste la potenziale criticità legata al distacco di slavine dai pendii sovrastanti la sede stradale», spiega Fabio Valsecchi, dirigente del settore Viabilità della Provincia di Lecco, che ieri in mattinata ha così disposto la serrata della provinciale. 

A suggerire il provvedimento è stato il nivologo incaricato Matteo Lambrugo in seguito all’abbondante nevicata di giovedì. Si è formato un accumulo di neve importante, che ora rischia di cedere a causa del vento e del miglioramento delle condizioni meteo che lo rendono instabili. Gli imbocchi, sia a valle, sia a monte, sono così sbarrati con transenne. Chi non rispetta il divieto, azzarda a proprio rischio e pericolo. Per fronteggiare eventuali emergenze i volontari del Soccorso alpino, piuttosto che i vigili del fuoco e gli altri soccorritori sono pronti a entrare in azione per qualsiasi esigenza, anche per trasportare rifornimenti o generi di prima necessità qualora il blocco si prolungasse.

Non è certo la prima volta che succede, anzi capita praticamente ogni inverno. Il manipolo di residenti e coloro che a Morterone hanno una casa sono quindi abituati, ma per i pochi che lassù hanno un’attività la serrata della Sp 63 provoca parecchi danni economici, specie perché in concomitanza con il fine settimana, i giorni in cui arrivano più turisti e escursionisti. «Spero che la strada venga riaperta il prima possibile, appena ci saranno di nuovo le condizioni per percorrerla in sicurezza – commenta Dario Pesenti, sindaco di Morterone -. E soprattutto spero che prima o poi si intervenga per realizzare protezioni contro le valanghe per evitare di dover chiudere la Sp 63 ogni volta che nevica». Si tratta di barriere e tettoie paraslavine e di reti in grado di infrangere il fronte delle valanghe, renderle inoffensive.  

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