Venezia 83, giorno 8. Brizé reclama un premio DAU impressionante, De Angelis si spegne
Giornata gaudiosa. Tre film in Concorso: il francese Brizé, il contestato DAU, il quarto italiano firmato da De Angelis, che è il meno riuscito dei tre, tanto per cambiare. Ma due sono certamente importanti.
Proclama: qualche giuria finalmente pensi di dare un premio ai film di Stephane Brizé, che quasi sempre sono bellissimi. È indecente che finora nessuna giuria abbia pensato di farlo. Speriamo accada finalmente quest’anno, perché “Un bon petit soldat” è un grande film e forse il migliore di quelli visti finora in Concorso. Al mondo del lavoro questo 60enne regista bretone ha già dedicato una trilogia: “La legge del mercato”, “In guerra” e “Un altro mondo”, tutti con il fenomenale Vincent Lindon, guardando il problema da punti di vista sempre differenti. Ora ecco un altro capitolo, sempre con il medesimo attore e Alba Rohrwacher, confermata dopo “Le occasioni dell’amore”, che mai ha recitato così bene (la scenata con il figlio a distanza è notevole), tanto da poter aspirare alla Coppa Volpi, segno che certi registi sanno fare la differenza anche su questo. Carla arriva in una compagnia assicurativa........
