menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

“Sono uscito dal buio, ma ho perso Dio”. Intervista ad Achille Polonara

30 0
08.03.2026

“Mi chiedo ancora perché sono capitate tutte a me. E io pregavo tutte le sere. Sono sempre stato una persona positiva. Ho sempre cercato di guardare le cose dal lato migliore”, dice il cestista

La prima domanda è obbligatoria: Achille Polonara come sta adesso? “Bene, sto bene anche se c’è stata qualche piccola complicanza post trapianto di midollo, cose che possono succedere, ma adesso mi hanno cambiato la cura e le cose stanno andando meglio”.

Le hanno appena messo anche un ombrellino nel cuore. “Ho dovuto fare un ultimo piccolo intervento, una passeggiata rispetto a tutto quello che avevo passato prima”.

Dove trova questo ottimismo infinito? “Sono sempre stato una persona positiva. Ho sempre cercato di guardare le cose dal lato migliore. Non significa che non abbia avuto momenti bui, anzi. Il periodo del coma e soprattutto il post coma sono stati durissimi. Avevo rifiuto per il cibo, per l’acqua, era più mentale che fisico. Però l’indole ottimista mi ha aiutato a non mollare”.

Ha intitolato la sua autobiografia “Il mio secondo tempo”. In realtà sembra quasi un terzo, tra tumore e leucemia. “Sì, è vero. Ma “secondo tempo” per me significa nuovo inizio, un nuovo capitolo. Gli ultimi due anni non sono stati fortunati dal punto di vista della salute, però voglio credere che questo sia l’inizio di qualcosa di diverso, magari con un po’ più di serenità”.

Scrive che ogni giorno è un........

© Il Foglio