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Più neo papà che patriarca. Il ritorno del padre a Sanremo

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28.02.2026

Al Festival è il tempo delle canzoni dei padrI che non incarnano la legge, come i vecchi patriarchi, ma tremano di tenerezza per i figli nati da poco

La decrescita felice di Sanremo

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Vestiti stonati a Sanremo

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Festini poco bilaterali. Le notti insonni di Elettra Lamborghini a Sanremo

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L’anno scorso è stato Brunori Sas. Quest’anno è Tommaso Paradiso. A Sanremo è il tempo delle canzoni dei padri. Padri che non incarnano la legge, come i vecchi patriarchi, ma tremano di tenerezza per i figli nati da poco. Padri che si sentono un poco inadeguati, insicuri di riuscire, padri comunque risolti a stare lì, nel ruolo che hanno scelto. Padri diversi da quelli cantati da Achille Lauro, che non tornano a casa la sera, visti “solo di schiena”. Oppure come quello di Mahmood. “Ieri eri qua, oggi dove sei, papà?”.

Il brano di Brunori, L’albero delle noci, l’anno scorso si classificò terzo. I romantici di Tommaso Paradiso è ben posizionato in gara. Entrambi portano sulla scena........

© Il Foglio